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quante cose che si imparano

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 31 Gennaio 2009 alle 19:52

al grido di “proviamo il cuneese proviamo il cuneese!” (che poi ci dicono che ce la tiriamo, noi del capoluogo) - non quello al rhum - ho provato per la prima volta lo sci di fondo, nientepopodimenoché dove si allenava la belmondo, “un’isola nordica nel centro della valle della stura di demonte”.

intanto, per fare fondo ci si veste come per andare a correre: sempre troppo. e succede che, quasi madido zuppo fracico, fai una bella discesa e ti si ghiacciano i visceri.

e poi, la difficoltà di una pista non è data dalle salite, come si potrebbe dedurre. anzi. è data dalla quantità, la pendenza e la lunghezza delle discese. che nel fondo sono moittttàli.

infine, il fondo ha dei costi collegati alla realtà (non fatemi pensare quanto costa invece uno skipass giornaliero in una qualsiasi delle località sciistiche nei dintorni del piemonte).

in sostanza, si è sopra queste assicelle sottili e leggerissime di plastica, prive di qualsivoglia lamina di metallo che ne blocchi un po’ lo scivolamento, attaccati con la punta degli scarponcini.
e si va.
passo alternato. op. op. op.
NEI BINARI. assolutamente nei binari.
op op op. suda suda suda.
op op op. suda suda suda (’mmazza quanto si suda).
e poi magari i binari finiscono, prima di un salitone. e allora sguish sguish sguish, sti cosini partono da tutte le parti, uno li inclina, per fare la pattinata e salire, ma finché la caviglia non tocca la neve (interno gamba eh, se no ti sfasci), questi cosini sguish sguish sguish. partono da tutte le parti, punte di qui e di là, code di su e di giù, punte E code. sguish sguish sguish.

la salita è fatta. ecco di nuovo gli amati binari.
op op op. suda suda suda.

e arriva la discesa.
fffffffffffffffff.
vento. rumore dei cosini nei binari.
velocità.
ffffffffffffffffffffff.
nei binari.
e non puoi spostarti.
fffffffffffffffffffffffffffffff.
non puoi frenare.
non c’è modo per frenare sti cosi.
fffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff (cr%stuuuuu)
l’unica è aver fede in chi ha fatto il tracciato. che prima o poi la discesa finisce e la legge di gravità ti salva.
forse.
stonk!
poi si prende confidenza, la fede aumenta, e sono anche divertenti. a volte persino si finiscono senza cadere.

chiaramente si cade anche in piano, se si sposta il peso troppo indietro, magari tentando (inutilmente) di frenare.
l’unico modo che ho trovato io per frenare (poi chissà) è piantare i bastoncini nella neve e frenare tipo freno a mano o freno del bob, facendo solchi nella neve.

poi c’è il caso della discesa FUORI dai binari, ergo con lo spazzaneve beeeello aperto. da aprire PRIMA che inizi la discesa, e da tenere con tutta la forza di volontà del mondo, caviglie inclinatissime quasi in modo innaturale, per supplire la mancanza di lamine in metallo (ah, gli sci da discesa, che bella invenzione per le discese). i cosini tremolano e vanno giù e tu speri duri poco.
se però non apri lo spazzaneve subito, le gambe vanno per i fatti loro mentre tu prendi velocità, la destra a destra e la sinistra a sinistra, e tu rischi di divaricare te stesso e financo separarti in due. i cosini sono posseduti e vanno dove vogliono loro, o dove vuole lo spiritello della montagna.

conclusioni del temino: lo sci da discesa è più “divertente”, in senso stretto. però bellobello anche il fondo (ora sono morta).

*
l’ho detto, frenare nei binari è quasi impossibile.

negri, donne, invertiti

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 29 Gennaio 2009 alle 21:55

per la prima volta nella storia, una lesbica dichiarata diventerà premier.
in islanda. la signora in questione è questa ex hostess dallo sguardo austero.

vorrei sapere scrivere poesie

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 29 Gennaio 2009 alle 11:43

di quelle criptiche, che in tre parole dici tutto. e dici niente. e cogli il senso.
invece so scrivere solo in prosa.
oggi scriverei una poesia che parla di luce del sole, di vetri appannati, di assaporare entrambi. del sale delle lacrime. del sole. dei sogni. dei vuoti. dei pieni. ma soprattutto alla luce del sole, che è bello.

ti vorrei abbracciare

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 25 Gennaio 2009 alle 20:47

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 25 Gennaio 2009 alle 8:33

vizio per vizio, meglio questo che il fumo

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 23 Gennaio 2009 alle 10:42

l’”anobii” dei fuori-di-testa per la corsa (non ho potuto esimermi. grazie sky ;)

che cos’è l’amor / 250108

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 23 Gennaio 2009 alle 9:37

è una camminata sul crinale dei monti.
se no, è una cena a base di pesce accompagnata dall’acqua minerale, e giocare con paletta e secchiello da soli.

bilanci esistenziali

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 21 Gennaio 2009 alle 22:13

ahahah ci avete creduto. ma quali bilanci esistenziali!
solo un semplice bilancino: sono 11 settimane e 1 giorno, due mesi e mezzo, che ho smesso di fumare, dopo una (dis)onorata carriera di fumatrice iniziata a 14 anni (19 anni fa!).
ci penso ancora alla sigaretta, mica dico di no, ma mai con desiderio struggente o financo con desiderio. punto.
sì, posso pensare: adesso ci starebbe stata bene. poi ci penso davvero, e mai più me la fumerei per davvero una sigaretta, con tutto il suo strascico di naso chiuso, alito che puzza, polmoni accorciati, bocca cattiva, cuore più veloce, fiato corto, quella perenne voglia di essere altrove, a fumare, quel senso di pancia vuota anche se piena, quella cosa per cui una non esiste perché si pensa già a quella dopo.
poi mi capitano anche i giorni che non ci penso proprio. e di quelli mi accorgo solo dopo.
ecco, ho fatto una splendida cosa a smettere di fumare. e non è per niente un sacrificio, ma solo una liberazione. è un mondo di odori nuovi, è correre, è avere la bocca dolce, è avere il naso libero, è essere qui e non volere essere altrove, è il respiro lungo.

tanto di vizi ne ho altri, per fortuna.

“Luca era gay, e adesso sta con lei”

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 21 Gennaio 2009 alle 20:13

e sai quanti/e prima invece erano etero e si facevano tristemente trombare da una/o più grande? storia banalotta.
nella vita si capiscono cose. gli anni passano anche per quello. per capire cose di sé, non essendo, noi umani, dei monoliti di granito da quando siamo feto alla decomposizione.
certo, metterci la parolaccia gay fa sempre il suo effetto.

sottoscrivo in pieno la posizione di giulia, ossia che la canzone di povia è una semplice operazione di marketing per far parlare di sé e della propria canzonetta (probabilmente canzonetta prima di appeal musicale, a questo punto mi viene il sospetto) su un argomento che suscita parecchi pruriti bigotti, soprattutto nel pubblico nazional-popolare (e usiamola, sta parola) di sanremo.

bravo povia, molto nobile cercare la fama sulla pelle già martoriata degli altri. i miei complimenti.
spero che i tuoi piccioni ti scagazzino in testa. ma in simpatia, perché sono vissuti in un ambiente tutto di piccioni, eh.

never give up

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 21 Gennaio 2009 alle 14:46

Una quindicina d’anni fa, quando lavoravo a “L’europeo”,  ci fu un discreto sconcerto in redazione per un titolo fatto dal direttore Vittorio Feltri che recitava così: «Calcio in Usa: agli uomini piace, alle donne no, e i negri non lo sopportano».

Rispondendo a una lettera di protesta dei giornalisti, il direttore sostenne che si poteva benissimo dire “negro”, non c’era niente di male, e lui lo avrebbe usato per sempre senza farsi intimidire da noi “custodi del politicamente corretto”.

Oggi vedo che invece, in tutta la foliazione di “Libero”, Obama è sempre definito “nero” e “afroamericano”. E non viene più proposta, nemmeno su “Libero”, la surrettizia distinzione tra “uomini” e “negri”, come se si trattasse di due categorie differenti.

Non credo che Feltri si sia pentito. Credo solo che, e dai e dai, a rompere i coglioni al prossimo e a farsi sbertucciare in giro, a poco a poco ci si riesce, a fare passare alcune cose. Se perfino Feltri ha smesso di scrivere “negro”, se nei giornali gli immigrati non sono più chiamati “vù cumprà”, forse ha davvero un senso provare a mandare avanti qualche battaglia civile, nella vita.

Da Piovono Rane di Alessandro Gilioli (su segnalazione di amicaN)

come diceva nanni moretti, le parole sono importanti. chissenefrega di far cambiare idea a quelli più beceri, ma almeno non contribuiscano alla mala “educazione” degli altri.

che mi uscì sangue dal naso

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 20 Gennaio 2009 alle 14:26

Ma che la baciai questo sì lo ricordo
col cuore ormai sulle labbra,
ma che la baciai, per Dio, sì lo ricordo,
e il mio cuore le restò sulle labbra.

FDA via la vida acuatica

sì, sì, obbbama, ok…

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 19 Gennaio 2009 alle 22:35

però domani è anche il compleanno di qualcuno*, eh!

per me può stare incatenato fino a pasqua

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 19 Gennaio 2009 alle 14:29

(papà che incatena la figlia al Duomo. Non vi sembra una scena da Crociate?)

marilena de giorgio su torino2.0

poetare

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 18 Gennaio 2009 alle 15:14

È STATO BELLISSIMO

ora cammino
in un serenissimo paesaggio postatomico.

cadono pezzi di cielo tagliente
cala l’azzurro.

io non sento niente
(tranne te vicino).

è stato stupendo.
sola cammino.
in un serenissimo presente catatonico.

(francesca genti)

è il primo vino: calda schiuma che assaggio sulla tua lingua (sanguineti)

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 18 Gennaio 2009 alle 14:57

come l’anno scorso, mi ritrovo a dover pagare l’abbonamento rai (beh, almeno c’è Xfactor) e a cercare di districarmi in quella selva ignobile di siti, sitonzoli, sitarelli che mamma rai offre ai suoi abbonati ligi al dovere. non ricordando come avevo sciolto il nodo l’anno scorso, ma ricordandomi di averne fatto un post, sono andata a vedere che cosa faceva la qui scrivente a un anno di distanza.

*ecco*… la cosa più rilevante che mi accadeva un anno e qualche giorno fa è la scoperta degli haiku. la poesia stava rientrando in punta di piedi nella mia vita. per fortuna.

vorrei

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 18 Gennaio 2009 alle 9:56
Nella mia casa voglio che ci sia
    una donna senza follia
    un gatto a spasso per la libreria
    e amici ogni tempo che fa
    senza i quali la vita non mi va.

Guillaume Apollinaire

(da placidiappunti)

orfana

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 17 Gennaio 2009 alle 10:11

“ma io se ci dovessero comprare giraudo e briatore col Toro ho chiuso. C’è un limite a tutto, anche all’amore.”
GFO su it.sport.calcio.torino

come andare in bicicletta

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 16 Gennaio 2009 alle 20:45

Fare il pesto è un po’ come fare l’amore: bastano i rudimenti, tutto il resto è pura improvvisazione
(Afrodita. Racconti, ricette e altri afrodisiaci)

da placidiappunti

notizie

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 15 Gennaio 2009 alle 21:14

[...] La cattiva è che chi crede in Dio può sbattersi come gli pare, ma Dio comunque non esiste; e a chi non ci crede magari bastasse provarlo, se si potesse.

quel genio genialissimo di malvino

se non

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 15 Gennaio 2009 alle 16:06

Se noi non avessimo amato,

chissà se quel narciso avrebbe attratto l’ape

nel suo grembo dorato,

se quella pianta di rose avrebbe ornato

di lampade rosse i suoi rami!

Io credo non spunterebbe una foglia

in primavera, non fosse per le labbra degli amanti

che baciano. Non fosse per le labbra dei poeti

che cantano.

(Oscar Wilde)

*

via placidiappunti

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