quante cose che si imparano

al grido di “proviamo il cuneese proviamo il cuneese!” (che poi ci dicono che ce la tiriamo, noi del capoluogo) - non quello al rhum - ho provato per la prima volta lo sci di fondo, nientepopodimenoché dove si allenava la belmondo, “un’isola nordica nel centro della valle della stura di demonte”.
intanto, per fare fondo ci si veste come per andare a correre: sempre troppo. e succede che, quasi madido zuppo fracico, fai una bella discesa e ti si ghiacciano i visceri.
e poi, la difficoltà di una pista non è data dalle salite, come si potrebbe dedurre. anzi. è data dalla quantità, la pendenza e la lunghezza delle discese. che nel fondo sono moittttàli.
infine, il fondo ha dei costi collegati alla realtà (non fatemi pensare quanto costa invece uno skipass giornaliero in una qualsiasi delle località sciistiche nei dintorni del piemonte).
in sostanza, si è sopra queste assicelle sottili e leggerissime di plastica, prive di qualsivoglia lamina di metallo che ne blocchi un po’ lo scivolamento, attaccati con la punta degli scarponcini.
e si va.
passo alternato. op. op. op.
NEI BINARI. assolutamente nei binari.
op op op. suda suda suda.
op op op. suda suda suda (’mmazza quanto si suda).
e poi magari i binari finiscono, prima di un salitone. e allora sguish sguish sguish, sti cosini partono da tutte le parti, uno li inclina, per fare la pattinata e salire, ma finché la caviglia non tocca la neve (interno gamba eh, se no ti sfasci), questi cosini sguish sguish sguish. partono da tutte le parti, punte di qui e di là, code di su e di giù, punte E code. sguish sguish sguish.
la salita è fatta. ecco di nuovo gli amati binari.
op op op. suda suda suda.
e arriva la discesa.
fffffffffffffffff.
vento. rumore dei cosini nei binari.
velocità.
ffffffffffffffffffffff.
nei binari.
e non puoi spostarti.
fffffffffffffffffffffffffffffff.
non puoi frenare.
non c’è modo per frenare sti cosi.
fffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff (cr%stuuuuu)
l’unica è aver fede in chi ha fatto il tracciato. che prima o poi la discesa finisce e la legge di gravità ti salva.
forse.
stonk!
poi si prende confidenza, la fede aumenta, e sono anche divertenti. a volte persino si finiscono senza cadere.
chiaramente si cade anche in piano, se si sposta il peso troppo indietro, magari tentando (inutilmente) di frenare.
l’unico modo che ho trovato io per frenare (poi chissà) è piantare i bastoncini nella neve e frenare tipo freno a mano o freno del bob, facendo solchi nella neve.
poi c’è il caso della discesa FUORI dai binari, ergo con lo spazzaneve beeeello aperto. da aprire PRIMA che inizi la discesa, e da tenere con tutta la forza di volontà del mondo, caviglie inclinatissime quasi in modo innaturale, per supplire la mancanza di lamine in metallo (ah, gli sci da discesa, che bella invenzione per le discese). i cosini tremolano e vanno giù e tu speri duri poco.
se però non apri lo spazzaneve subito, le gambe vanno per i fatti loro mentre tu prendi velocità, la destra a destra e la sinistra a sinistra, e tu rischi di divaricare te stesso e financo separarti in due. i cosini sono posseduti e vanno dove vogliono loro, o dove vuole lo spiritello della montagna.
conclusioni del temino: lo sci da discesa è più “divertente”, in senso stretto. però bellobello anche il fondo (ora sono morta).
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l’ho detto, frenare nei binari è quasi impossibile.














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