a fidel (y raul). tipo specchio dei tempi, ma sul granma.
dopo 50 anni, perché ce la (GLIELA) meni ancora con ’sta rivoluzione?!
la rivoluzione l’hai fatta. sei riuscito. hai fatto scappare il vecchio regime corrotto e ne hai instaurato un altro, con vari pregi innegabili (sopravvivenza garantita, non si muore di fame, si ha un tetto sulla testa, si va a scuola, si viene curati. e non è ne poco, a quelle latitudini, e anche alle nostre).
hai instaurato un altro regime e lo stai mantenendo forte e saldo da dieci lustri nonostante l’ingombrante, prepotente e violento vicino statunitense.
non avremo mai la controprova di come sarebbero andate le cose senza embargo, se cuba sarebbe diventata un ricco paese tropicale socialista, anziché il povero paese tropicale socialista che è.
né abbiamo la controprova di come sarebbe andata con un altro tipo di governo (capitalista e/o democratico). meglio o peggio (per quel che vale, io credo peggio, con pochi ricchissimi e una marea di morti di fame e bimbi di strada), non è dato di saperlo.
ma la storia ti assolverà, l’hai detto tu.
mo’ però bastaaaaaaaaaa, cambia argomento, vai avanti, la rivoluzione è stata. e ora cosa viene?
sei un disco rotto. la tua gente è un popolo di straccioni infelici, ti ama per finta, anzi non ti ama proprio. sei un dittatore come un altro. e temo che appena morirai il tuo paese dei sogni non farà né più né meno che un sospiro di sollievo.