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non mi sento abbastanza preparata

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 27 Marzo 2008 alle 19:18

ecco perché non voterò i socialisti di boselli.
ies ui chen (o almeno ai trai).

(tnx to la sarda)

ai em pi dì

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 26 Marzo 2008 alle 21:59

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

lo so, è la TAV che mi sposta verso “destra” (l’infrastruttura è di destra… vabbeh, me ne farò una ragione).

capitali

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 26 Marzo 2008 alle 10:32

questa picciotta è sempre più brava (l’ho vista crescere!!!!). fossi in voi, andrei.

firmato: la sua agente (non all’avana, ma a catania stavolta)

***

venerdì 28 marzo ore 22

www.bromurodargento.com al circolo pueblo di torino


Torino e Firenze
Dialogo semiserio tra due città capitali

personale di Beatrice Bruni, fotografa

 

L’idea di questa mostra è nata sulla pelle di due precedenti esposizioni. Moltissimi visitatori, di fronte ad una foto di Torino recante l’inequivocabile titolo di Romantico Po, si sono distratti e hanno pensato sicuri che si trattasse dell’Arno, e cioè di Firenze. I complimenti per quella bellissima foto dei lungarni fioccavano! Da lì, ha saltellato nella mente di Beatrice Bruni l’idea che forse le due città, pur così diverse, e legate soltanto da un comune destino di fugaci capitali d’Italia, potessero essere messe a confronto.

Ma più che un pretenzioso confronto, che richiederebbe completezza e tempi maggiori di studio, si limita a suggerire un dialogo tra le due. Beatrice Bruni presenta questa selezione di fotografie con particolare trasporto: Firenze l’ha ha vista nascere, Torino le ha preso il cuore.

*

Beatrice Bruni, nasce a Firenze nell’agosto del 1972, di giovedì. Vive in Toscana dividendo un appartamento ed una terrazza ventosa con due gatti e un barbuto ingegnere. Ha cominciato a fotografare da bambina con una Polaroid. Con l’avvento del digitale si è riavvicinata alla fotografia. Fotografa per non dover parlare. Crede che un’immagine, a volte, sia più efficace di parole incapaci. O almeno è quello che le pare di sentire dentro. Forse un giorno farò la fotografa. O forse la sta già facendo.

jesus and mo

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 24 Marzo 2008 alle 19:47

sono una coppia di fatto (dividono il letto e e battibeccano sui massimi sistemi!).
via inminoranza

uolter e l’ipotetica figlia gay (poteva andarle peggio)

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 23 Marzo 2008 alle 12:34

venerdì sera uolter era alle invasioni barbariche (trascrizione di the queerway):

Bignardi: Le giro una domanda che ci è arrivata dalla pagina speciale elezioni sul sito de La7 da Federico: “Se tua figlia fosse gay e si sentisse frastornata e discriminata dall’enorme divario che c’è tra la cultura italiana e quella inglese o spagnola, per esempio nel modo di considerare l’omosessualità, cosa le suggeriresti e che futuro vedresti per lei?”. Cerchi di dare una risposta non retorica.
Veltroni: Non retorico c’è il fatto che considero ogni forma di omofobia una follia, ogni forma di discriminazione nei confronti degli omosessuali una follia, penso che non abbia senso una società che discrimina sulla base degli orientamenti sessuali, penso che la Famiglia sia quella costituzionalmente prevista, ma penso che i rapporti di amore debbano avere una soglia di diritti…
Bignardi: In pratica il Partito Democratico potrebbe fare i DiCo anche tra persone omosessuali.
Veltroni: Potrebbe fare i CUS.
Bignardi: Ma i CUS sono quelli di diritto privato.
Veltroni: Si, si; potrebbe fare quelli.
Bignardi: Sono robina.
Veltroni: Non sono robina. Sono una cosa molto importante, che ha trovato il consenso in parlamento, e che potrebbero essere approvati e se noi vinceremo le elezioni quella può essere la base sulla quale si unisce il consenso.
Bignardi: Non penso che Federico sia soddisfatto della sua proposta.
Veltroni: Io penso di si. Come tutte le persone di buon senso sanno che le soluzioni estreme e ideologiche non sono giuste ma quelle che si riescono a fare, questo è il realismo dei cambiamenti che si possono fare.

come sottolinea anche the queerway, per uolter le coppie con componenti dello stesso sesso vivono rapporti d’amore. mbeh, sembra una dichiarazione ovvia e retorica, ma invece non è poco, visto che siamo nel paese che dà retta e bacia le pile di chiunque parli di amore debole.

“il realismo dei cambiamenti che si possono fare” è la quintessenza del riformismo, e forse è meglio che niente (se uno decide di rimanere a vivere in italia, dico).

il discorso sulla “Famiglia costituzionalmente prevista” invece mi fa incazzare.
uolter, non parlare a sproposito. non mi prendere in giro e non manipolare la realtà. tu sei un riformista. io pure:

Titolo III - Rapporti etico-sociali

Art. 29.
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.
(non leggo nulla che parli di maschi e femmine, o di figli. allora, se mi dici che i dico sono troppo, fammi i cus di diritto privato, ed estendi il diritto di MATRIMONIO - sì, proprio con questa santa parola - a TUTTI. se l’italia non è pronta, ok, andiamo per gradi, basta che andiamo, ma non pieghiamo la costituzione ai loro pregiudizi.)

stabilito che la famiglia è la società naturale fondata sul matrimonio, la costituzione dice che:

Art.31
La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
(per esempio, nel mio caso, la repubblica non agevola proprio nulla, anzi, mi mette i bastoni fra le ruote perché non mi dà gli strumenti per formarmi una famiglia costituzionalmente e legalmente tutelata).

due maroni

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 22 Marzo 2008 alle 20:00

sabato di pasqua.
post morbo influenzale.
con le amichette di sempre, tutte e 4 per motivi vari non accompagnate.
sole.
cielo azzurro.
mare.
(metanaro di albisola superiore).
spiaggia.
ahhhhhhh, sdraiate al primo sole caldo dell’anno, con il rumore del mare mosso in sottofondo.
tutto intorno a noi gruppuscoli di famigliole, bambini, ragazzi, focaccie, palloni, passeggini, pantaloni risvoltati, felpe buttate sulla sabbia.

“ma quello lì non è maroni?”
“ma vahhh, in spiaggia a celle ligure con l’anguria nella borsa in campagna elettorale a tre settimane dalle elezioni?!”

occhiale rosso fashion, jeans risvoltato, polo logora, famiglia multipla e supernumerosa zingarescamente sparsa per gran parte di spiaggia, telefonino all’orecchio, focaccia in bocca, era proprio lui, bobo maroni.
un po’ di telefonino, un po’ di pallone, un po’ di focaccia, un po’ di chiacchiere con un suo sosia (un fratello?), si è fatto anche lui la giornata al mare. ma non nella villazza di silvio (che stamattina peraltro era a savona), o nei bagni salcazzo, o tantomeno su una terrazza sul mare. no, come uno zingaro qualsiasi, in spiaggia. come noi. peggio di noi. peggio che i “napoli”!

i maligni possono pensare ad un’astuta campagna elettorale in mezzo alla gggente.
io semplicemente mi sono chiesta “ma quando va a picchiare qualche negro?”.
e anche “vi rendete conto che questo è stato MINISTRO DELL’INTERNO??!?!”
poi ho disquisito in lungo e in largo su uolter, su carmelo, sulla legge elettorale che LORO hanno fatto e che LORO chiamano porcata. l’abbiamo fissato per 4 ore nella sua bausciaggine brianzola, facendo sondaggi sms “ho qua davanti maroni. gli tiro un sasso?”.
risposta paterna “bello grosso”.
dibì “tiragli il collo”.
mgz “anche due”.
kiti “annegalo”.

a me m’ha fatto simpatia, in fondo. bobo, stasera, conciati così, a casa berlusca mica vi fanno entrare, sai? e tua figlia, quella down (o era tua nipote? o un’amica, boh) lo troverà un lavoro? o sposerà piersilvio? ma piersilvio non vi caga nemmeno. e anche: bobo guadagnerà almeno un cinquemila al mese? e se vengo lì e ti chiedo cosa pensi dei dico e delle coppie omosessuali mi fai “sssshhhhhh, non dire ste parole che ti sentono i bambini”? e se mi vedessi che faccio le coccole alla mia bella, la porteresti via, tutta la tua idilliaca famiglia?

mi hai fatto simpatia, ma andando via ti abbiamo guardato e abbiamo detto “meno quattro!”, i nostri 4 voti vanno a uolter. si può fare? mboh, forse sì. mi fa più simpatia.

cumpà

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 18 Marzo 2008 alle 22:31

[ma quando mi rrrrricapita più di avere un amico candidato alla camera dei deputati!!!]
qui di seguito riporto un pezzo di VOTA CARMELO GRECO!!! pubblicato sul giornale di sicilia e su la sicilia (mi si consenta, due giornalazzi immondi, ma tant’è…)

intanto, notate l’incipit, e pensate che anna finocchiaro è una gran donna, e che la sicilia (una parte almeno) si è rrrotta i cabasisi di essere guidata e rappresentata da gente come totò vasa-vasa cuffaro.
può essere che io conosca gli unici dieci o venti siciliani di centrosinistra, è vero. in tal caso siamo spacciati. ma se così non fosse - e così non può essere - tentar non nuoce.

***

Compagni, compagne,

mi metto al servizio del progetto Veltroni perché vedo le nuove generazioni come motore per il futuro, non più semplici portatori d’acqua, ma parte attiva e propositiva dei processi di crescita e rilancio della società.

Sarebbe molto facile per i giovani rifugiarsi nell’antipolitica, come risposta ai “baroni” delle potrone, invece seguiremo la via più difficile, ma decisamente più utile, vogliamo incalzare la politica, spingere i partiti a rinnovarsi, ad aprirsi alla società, a lasciare spazio alle idee che stanno cambiando l’Italia.

Bisogna sostenere una Riforma della Legge 30 (legge Biagi), mitigandone gli eccessi anglosassoni e tutelando maggiormente i salari e complessivamente la risorsa umana, qualunque sia la forma di precariato, un precario non potrà guadagnare meno di 1000 euro.

Vanno potenziati i fondi per la ricerca scientifica, per i saperi in tutte le sue peculiarità, evitando di mortificare continuamente il mondo della ricerca universitaria.

Spingere ulteriormente sulle erogazioni di contributi a fondo perduto per il “Diritto allo Studio”, ad esempio per l’affitto della casa per gli studi, l’acquisto di PC, frequenza ai master-post-laurea e scuole di specializzazione, progetti Erasmus, etc.

Una politica più orientata alle competenze che alle “conoscenze personali”.

In economia vanno potenziate le politiche infrastrutturali in agricoltura, dirette a fornire agli agricoltori una viabilità rurale dignitosa, che metta nelle condizioni gli imprenditori agricoli di stare sul mercato come gli agricoltori delle migliori economie agricole europee.

Sostenere un sistema turistico integrato, che valorizzi l’inestimabile patrimonio e lo renda fruibile dal punto di vista dell’offerta, con una gestione ottimizzata dei fondi (la Toscana spende 50 Mln di euro la Sicilia ne spende 300 mln di euro, con risultati totalmente aberranti).

Saranno tanti i temi che affronteremo durante questa campagna elettorale, ma saremo concreti, pratici, pragmatici e non venditori di fumo e parole…

Parleremo alle generazioni under 40, oggi ai margini della scena socio-politica.

Noi ci siamo, per diventare protagonisti nella nostra terra. Vogliamo rimanere in Sicilia per conquistare passo dopo passo con la forza delle idee il cuore dei siciliani che vogliono alzare la testa.

***

onore a chi tenta.

rotti e riparati / the (happy) end

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 18 Marzo 2008 alle 22:07

detti il mio primo casto bacio ad un giovanotto artista di nome Giampiero. Seguirono senza dubbio i 5 giorni più felici della mia vita, di una felicità chimica e psicologica che non dimenticherò mai.

I have a dream (direbbe cicciuzzo)

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 17 Marzo 2008 alle 12:57


14/03/08 alle ore 17.30 presso Villa Athena ad Agrigento: apertura della campagna elettorale dell’On.Giovanni Panepinto per le regionali del 13 e 14 aprile.
Interviene Carmelo Greco, candidato nella lista PD alla Camera dei Deputati per la Sicilia Occidentale.

.

(il mio amico carmelo!)

rotti e riparati (per davvero) / 7

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 17 Marzo 2008 alle 10:53

non era (ancora) “caduto”.

un sentimento improvviso

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 16 Marzo 2008 alle 22:15

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno “scusi” nella ressa?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell’infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

– wislawa szymborska 

rotti e riparati (per davvero) / 6

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 16 Marzo 2008 alle 11:44

non ha provato hurrà.
Un’altra tattica del mio psicanalista era la seguente (la descrivo in modo pittoresco): trovati una fidanzata. Così assapori la figa, non te la scordi più, e guarisci una volta per tutte.

rotti e riparati (per davvero) / 2 - 3 - 4 - 5

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 15 Marzo 2008 alle 12:17

gianmario felicetti continua a raccontare la terapia riparativa dell’omosessualità cui si è sottoposto (cui è stato sottoposto) da ragazzo.

atto primo.
[...] Dopo alcune sedute si era costituito il filone principale di guarigione: l’omosessualità è un sintomo. Sintomo di una malattia. La mia malattia era l’aggressività eccessiva, quasi un delirio si superpotenza. Unito ad un desiderio di considerazione, di essere al centro dell’attenzione: orgoglio allo stato puro. [...]

non dirlo a nessuno.
[...] In me si ingigantivano le paure del pregiudizio degli altri e l’assoluta vergogna per quello che vivevo.
Mi sentivo anche un traditore. Sapevo di avere amici su cui contare, con cui avrei potuto confidarmi senza problemi di sorta: per avere un supporto morale, per non sentirmi così solo e a volte così disperato. Ma sempre mi veniva detto “No. Non dirlo”.
Oggi capisco quanto tutto questo collima con la cultura di vivere l’omosessualità in una dimensione assolutamente clandestina.
L’omosessualità come un mondo sommerso che non deve venire a galla per niente e per nessun motivo.
Una cosa di cui nessuno deve parlare, nessuno deve sapere che esiste. Una realtà innominabile se non nel segreto.
[...]

i sensi di colpa.
[...] E poi diceva che non mi rendevo conto di quanto mettessi a rischio la mia felicità. E come convincimento brandiva i pregiudizi della gente: “Se sarai omosessuale, non sarai mai felice, mai realizzato. Non avrai una famiglia, non avrai dei figli. Nel lavoro non avrai successo, perché la gente non ti darà fiducia. E tutti parleranno male di te alle spalle. Sarai senza amici, tutti ti eviteranno e ti tratteranno come un appestato”. [...]

il libro.
Anno dopo anno, tutta questa storia iniziava a non quadrare. Anche perché contemporaneamente intorno al mio dottore si stavano creando eventi contradditori, di cui non è il caso di parlare in questo blog.
Tuttavia ero ostinato: volevo “guarire”.  Allora cercai di informarmi per conto mio.
Ricordo che ad un congresso dei Focolarini, in una libreria di Città nuova Editrice, comprai un libro dal titolo “Omosessuale, chi sei?”, scritto da Ange D.
Mi vergognavo talmente tanto che lo comprai in modo quanto meno originale. Aspettai che non ci fosse nessuno, presi il libro di nascosto, lasciando il prezzo (diecimila lire) sul bancone. Acquisto anonimo, insomma.

the unforgettable quiz

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 11 Marzo 2008 alle 23:28

(c)dibidai

dove è stata scattata questa foto, secondo voi?

rotti e riparati (per davvero) / 1

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 11 Marzo 2008 alle 10:05

gianmario felicetti, oggi pasionario del matrimonio per tutti nonché felicemente accompagnato, racconta a puntate la sua storia personale:

Perciò preparatevi, da domani saprete tutto dei miei anni passati a voler guarire (ndp: dall’omosessualità):
- come è cominciato il tutto,
- le prime sedute,
- l’omertà e il segreto più assoluti,
- le mie fantozziane storie con ragazze (a molte voglio ancora un mondo di bene) - tranquille tutte, non dirò nulla di personale!
- la lettura di libri omofobi
- il primo bacio
- i rischi di recidive.

oggi la prima puntata: come è iniziata la sua terapia riparativa.

[campagna elettorale] - onestà intellettuale cercasi

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 10 Marzo 2008 alle 21:03

grazie all’indispensabile jeronimoo, “ritumblero” due interessanti considerazioni, che giro ai miei (e)lettori del PDL:

***

Sono gradite segnalazioni di blog di centrodestra che prendono dalle candidature nel Pdl di De Gregorio, Ciarrapico, Farina, Speciale, Strano e Diana De Feo la medesima distanza che qui e altrove si è più volte presa nei confronti di Binetti, Calearo, Cocilovo, Crisafulli, Cusumano e Daniela Cardinale.

da piovono rane

***

*

***

Dopo aver provato a dimostrare che “è la sinistra a stracciare il programma, non Berlusconi”, Daw confeziona un meccanismo di sicurezza per la sua cattiva coscienza, che egli sussume al lettore che non sia stato capace di convincere: “la pagina strappata è stata una pagina bianca, vuota, non il vero programma del Pd”.

da malvino 

***

compagni di sventura

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 10 Marzo 2008 alle 20:12

nel traffico mattutino.

(c) dibidai 

amor ch’a nullo amato amar perdona…

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 10 Marzo 2008 alle 11:45

via gazzendablog

per la panda

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 10 Marzo 2008 alle 11:34

via gazzendablog

la discussione più bella

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 9 Marzo 2008 alle 12:56

amore (è una cosa difficile)
che cos’è l’amor? e chi lo sa. aveva ragione emily dickinson (?): che l’amore è tutto, è tutto ciò che so dell’amore.

*

“Amare è soffrire. Se non si vuol soffrire non si deve amare. Però allora si soffre di non amare, pertanto amare è soffrire, non amare è soffrire e soffrire è soffrire. Essere felici è amare, allora essere felici è soffrire, ma soffrire ci rende infelici, pertanto per essere infelici si deve amare o amare e soffrire o soffrire per troppa felicità… io spero che TU stia prendendo appunti… ”

– Woody Allen

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