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scirocco

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 31 Agosto 2007 alle 20:42
mentre quel vento la riempiva
di ricordi impossibili,
di confusione e immagini.

lo * siculo, un’esperienza imprescindibile.

.

* cliccare col tasto dx, e salvare sul computer.

cose che si imparano in un’estate

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 31 Agosto 2007 alle 20:26

innanzitutto, che lavorare stanca.
che non è la tua anima gemella, se non ne è convinta anche lei.
che essere in due rimane pur sempre la soluzione migliore.
che le cattive abitudini sono anche quelle più comode (e le tentazioni, oh, le tentazioni).
che a volte l’amore non rimane e non se ne va, si trasforma.
che, lo si voglia o no, la tendenza del mondo e della vita è l’entropia, e anche un lento e inesorabile andare avanti.
che gli occhi grigi sono belli. ma anche “saran belli gli occhi neri, saran belli gli occhi blu” (no, delle gambe mi frega poco).
che i baffi non mi piacciono e non mi piaceranno mai.
che sono capace di essere felice.
che ne ho voglia.

no comment

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 31 Agosto 2007 alle 19:09

echemminchiasono ’ste winx?!

il simulacVo pop (d’altronde anche la partecipazione lo era)

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 30 Agosto 2007 alle 18:24

al matrimonio di ciccio c’è stata una gravissima, e inaspettata, e dolorosa (in tutti i sensi) defezione dell’ultimo minuto.
il nostro caro, carissimo, cugggino mauVo non è riuscito a “scendere”.
gran duluri pe’tutttt’, a nord, e a sud.

ma non si dica che non ti abbiamo pensato, mauruzzo.
abbiamo creato un tuo simulacro, che si è spostato con noi, ha mangiato con noi, si è emozionato con noi. la tua bomboniera.

ecco le testimonianze fotografiche:


presentazione del simulacro. mauro a tavola durante la cena di nozze. ciao maurino!


mauro mangia la torta nuziale.

.

ed ecco la deriva pop:


mauro fuma.


mauro si emoziona (un occhio inZenZibbile potrebbe erroneamente pensare che sia acqua incautamente rovesciata sulla tovaglia).

e poi, the day after:


mauro si mangia l’arancina e la cassata di recupero, ottima pasticceria palermitana.


a mauro cascano per terra.


mauro play-boy (mariaclaudia a sinistra e francesca - art director e fotografa del “simulacro pop” - sulla destra).

mauro, sei venuto con noi anche in spiaggia, e mi ti sei rovesciato, ops, hai rigettato, nella mia borsa, ma ci scordammo di fotografarti.
in compenso non ti sei sciolto, non troppo, neanche sotto i 40 gradi dello scirocco siculo. un vero duro!

congratulazioni, sposaticcio!!!

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 30 Agosto 2007 alle 18:00

matriagi siculo-macedone, a palermo.
e io c’ero!

scusa?

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 28 Agosto 2007 alle 22:35

[…]

Per intervenire e riequilibrare le carenze energetiche dei sette chakra si è a lungo ricercato un alimento che potesse funzionare da carrier di informazioni biologiche nutritive, svolgendo in tal modo una efficace funzione regolatrice.

A tale bisogno possono oggi rispondere particolari prodotti denominati Bioclust® Chakra Granuli, realizzati mediante una informatizzazione stabilizzata di un veicolo inerte, con particolari input quantici, che alimentano per risonanza i cluster cellulari di una precisa zona anatomo-topografica del corpo.

[…]

come se fosse antani.

bei posti dove vivere

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 24 Agosto 2007 alle 9:00

l’iran felix.

quando io sentire / 12 - prestanza fisica

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 23 Agosto 2007 alle 13:37

giovàNa ed io.


(c) alessandra

quando io sentire / 11 - pescatori (di tonni) della domenica

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 23 Agosto 2007 alle 13:33

altro che scatolette!!!

(c) alessandra

quando io sentire / 10 - alessandra montessori

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 23 Agosto 2007 alle 13:30

ruolo occupato un po’ da tutti, a turno.


(c) ignoto con macchina del soggetto

quando io sentire / 9 - cretine ridEno

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 23 Agosto 2007 alle 13:19


(c) alessandra

quando io sentire / 8 - eravamo 4 sbrecche al Mar

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 23 Agosto 2007 alle 13:16


(c) ignoto (francesca?) con macchina di alessandra

quando io sentire / 7 - molto fotogeniche

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 23 Agosto 2007 alle 13:10

(c) alessandra

le migliori che abbiamo insieme, fate voi…

quando io sentire / 6 - la foto in cui sono venuta meglio

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 23 Agosto 2007 alle 13:09


(c) alessandra

bentornati

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 21 Agosto 2007 alle 23:36

weatherpixie qua sotto dice questo:

e io dico: che tempo di merdaaaaaaaaaa.

quando io sentire / 5

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 21 Agosto 2007 alle 12:28

citare questo post è doveroso:

Io penso che qui, in Africa, è tutto vero. Una casa è una casa. Una bicicletta è una bicicletta. Un’aspirina è un’ aspirina. Un uomo è un uomo. Un bambino è un bambino. Il sole è il sole. E Venusia è Venusia. Buldra è Buldra.

quando io sentire / 4 - omaggio a khalfan

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 21 Agosto 2007 alle 10:59

un omaggio doveroso non solo perché una persona che lavora così bene è rara sull’intero orbe terracqueo,
non solo perché il suo socio di maggioranza - pallido ligure trentenne, avido e stolido - dovrebbe baciare la terra dove passa,
non solo perché ci ha spiegato parecchio di come si vive sull’isola, nonché - sociologicamente parlando - quando, come e perché si fa gighi-gighi,
ma soprattutto perché ci ha dato lezioni di swahili, lezioni che la mia testa ha ritenuto* - modestamente - molto in fretta.

per esempio, a memoria:

mimi ni
wewe ni
yeye ni
sisi ni
nyinyi ni
wao ni
(ma gli altri verbi non sono così facili. cambia sempre il suffisso, ma ora non ho sotto gli occhi il quadernetto con gli appunti)

ma anche:
mimi nina gari yakundu (… a metano!)

oppure: wewe sina (non sei: come si dice?!) mzee (…, sei stupida ;)
aggiornamento –> wewe si mzee (…, sei stupida ;)

wewe ni mwimbaji. mimi sina (non sono: non me lo ricordo!) mwimbaji (due verità incontrovertibili).
aggiornamento –> … . mimi si mwimbaji.

e soprattutto: sina pesa.

ahsante sana, khalfan.

DIMENTICAVO:
kiti = sedia

.

* la negazione del verbo essere! non ho ritenuto poi così bene, arg.

quando io sentire / 3

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 21 Agosto 2007 alle 10:26

trascrivo i miei graffiti vergati sul quadernino mollemente svaccata sulla bianca spiaggia di nungwi, zanzibar, tanzania (vorrei essere liiiiiiiiiì).
parole scritte verso il terzo giorno dall’arrivo, peccano di ingenuità.

*********************************************************

*giorno 1*

arrivo all’aeroporto internazionale di SanSibar.
dopo N ore passate a chiederci se e come avremmo dovuto compilare i moduli di ingresso (per il kenya? facciamo scalo a mombasa? perché tutti ce l’hanno e noi no?), arriviamo e scopriamo che c’è semplicemente un cartoncino inutile su cui mettere dati anche falsi (io volevo scrivere che sono musicista , ndE di oggi), anche perché il viatico per entrare a SanSibar, tanzania, è un bel centone verde (50$ a testa, ndE).
l’omino della dogana si disinteressa dei nostri passaporti, adocchia il verdone nella mia mano e lo prende con scatto felino. poi scrive qualcosa, ci guarda e dice “hundred dollars!”. e noi “appena dati (negro ;)”. ah ah ah ride. poi ridacchia col collega e nuovamente ci prova “100 dollars”. (d_o fa, te li abbiamo appena dati!). desiste.
insomma: welcome to africa.

un tot di persone cerca di prenderci i bagagli per portarli sui taxi (ndE, non c’è nastro bagagli, ma pubblica ostensione degli stessi), ma noi - con la nostra aria stolida ma efficace - resistiamo al (nostro primo) assalto.
poi partono i primi immeritati dollari di mancia elargiti da cuore-educato cristiana, mentre io inizio a calarmi nel mio personaggio di inglese sordomuta (che mi riesce peraltro bene, soprattutto il sordo).

*le strade, la gente, il traffico*

la domanda è: ma dove cazzo vanno?
la vita si svolge ai bordi delle strade. gente da sola, in gruppi, piccoli, grandi, a piedi, in bici, sui carretti, sui dala-dala, di giorno, di notte, che si dirige da qualche parte. uno dice: andranno a lavorare, a fare la spesa.
lavorare in molti casi è una parola grossa (ndE, 60% di disoccupati, ricordiamocelo): più che altro trafficano incessantemente dall’alba a dopo il tramonto, strizzando canne da zucchero, vendendo (a chi?!) carabattole, frutti, pani, cose, intrecciando foglie e fili, e soprattutto camminano.
spostano cose, una fascina da lì a là, possibilmente in tre, un secchio da là a qua. incessantemente, ma apparentemente con scarsi risultati.
oppure stanno seduti o stravaccati a guardare (ndE, gli uomini. le donne mai stravaccate, più spesso trasportanti cose sulla capoccia). guardare cosa? la vita che scorre, sempre uguale, talmente uguale, in quest’isola 39×85 kmq, che ai miei occhi di occidentale pare impossibile (ndE, uguale e disagiata, che quasi mi parrebbe desiderabile morire ai 48 anni che sono l’aspettativa di vita locale).

o forse stanno fuori perché i “dentro” delle loro capanne o baracche devono essere talmente minimali, che “meglio fuori che dentro” (ndE, dentro, una stanza, un materasso per terra).
capannette in muratura, sì, ma anche le case di fango (di fango!!! è tutto vero, in uno dei posti considerati più “civilizzati” dell’africa), o di lamiera con - forse, qualcuno sì altri no - l’elettricità, sicuramente non l’acqua corrente.

se leggo che l’aspettativa di vita a zanzibar è di 48 anni, ora non mi stupisco più.
non abbiamo visto nessun vecchio (o presunto tale), nessuna faccia rugosa, e nemmeno nessun handicappato. solo giovani, una marea di bambini più o meno stracciati, scalzi o inciabattati, che razzolano in giro, giocano, camminano anche loro in direzione di… cosa?
le bambine, a partire dai 7 anni di età, sono velate, velo che non si toglieranno più.

si capisce come non superino la mezza età: acqua? fogne? lavarsi? buttare la monnezza? niente. ma non lamentiamoci: i sacchetti di plastica, e non solo, sono un nostro gentile dono.

leggo che i bambini dell’isola sono chiamati con la parola swahili che significa “zecche” a causa della loro insistenza. nome azzeccato: se sei bianco, soprattutto se sei italiano, e sei donna (e noi le abbiamo tutte e tre, queste jatture) non avrai tregua. siamo le galline dalle uova d’oro, quelli che parlano, che spendono senza criterio, che vengono per comprare (ndE, il regalino, l’oggettino, compro compro compro, l’affarone, bellooooooo. senza capire una mazza).

c’è come una frattura invisibile fra NOI e LORO. siamo due specie diverse e occupiamo, chi per sempre chi per due settimane, questa terra come fossimo in mondi separati che non riescono a toccarsi.
fuori il villaggio di capanne, dentro il piccolo resortino semplice ma ben curato. noi non usciamo (ndE, paura e disagio. poi siamo uscite, e avremmo potuto farlo ben prima), loro non entrano (non mostrano nemmeno di voler entrare).
ci odiano? ci invidiano? non credo. semplicemente stanno lì, ci guardano e tentano di venderci le loro minchiate.

*********************************************************

aggiunta di oggi:
in realtà, quello che avverti tu, bianco pasciuto con l’aria ingenuotta in mezzo a una folla di neri polverosi, è un po’ di tensione razziale, un po’ di gioco dei ruoli, dove tu sei il colore della tua pelle e rappresenti il tuo portafoglio gonfio e il tuo stile di vita anche un po’ immorale (spalle scoperte? naaaaa. costume fuori dalle spiagge dei resort? ti arrivano le palle di sabbia dalle bambine appostate).
ma superata la barriera (delle nostre paure, delle nostre vergogne, del nostro disagio), allora si entra nel villaggetto, si guarda la partita di pallone, si tenta di comprare le sigarette, si parla, si prendono per mano i bambini, e finalmente si passa quasi inosservati.
persone in mezzo ad altre persone.

il viaggio della speranza

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 21 Agosto 2007 alle 9:40

per monitorare in tempo reale i ritardi dei treni di trenitalia, trenitalia stessa ha predisposto l’apposito e masochistico sito viaggiatreno.it

al momento l’eurostar fHreccia della cHalabbbrHria 9372 si trova poco dopo lamezia, porta un ritardo nominale di 3 minuti e un ritardo effettivo comunicatomi in diretta dalla sarda di 15 minuti. cominciamo bbbene. speriamo che l’nduja arrivi sana e salva.

ditemi: COME ho MAI potuto pensare di andare in sicilia in treno, invece che con la nostra efficientissima compagnia aerea di bandiera?!* alitalia, sto arrivandoooo.

.

* coro: “perché sei cretina!” ;)

in ritardo

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 20 Agosto 2007 alle 12:22

rispetto all’intera blogosfera e agli stati uniti tutti, mi sto intrippando anch’io di studio 60.
o ueeeeeeuuuuu. è bellissimo, e non mi stupisco affatto che non ci sia, ahimé, una seconda stagione.

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