amen
Pacs, Napolitano: “Troveremo una sintesi anche con le preoccupazioni del Papa”
e con quelle di segolene, di blair, del governatore della california e del presidente di san marino, no?
Pacs, Napolitano: “Troveremo una sintesi anche con le preoccupazioni del Papa”
e con quelle di segolene, di blair, del governatore della california e del presidente di san marino, no?
ed era perfino meglio la storia oral-sigarola di clinton e monica lewinsky.

ieri ho conosciuto matteo, il bambino-fagiolino (degno sequel di testa-in-alcantara) di mia cugina valAria, nato da circa 7 ore.
stava dentro una tutina verde in braccio a suo papà nel corridoio del sant’anna*.
piccolissimo, ma proprio piiiiiiiccolo. e tanto bellì.
peccato non aver trovato foto di bambini fagiolini, ma credo che renda l’idea anche la foto soprastante.
.
*la mecca delle nascite, a torino, nonché ospedale multietnico. niente romeni a ’sto giro, stranamente. ma una tri-mamma marocchina superesperta in stanza con valeria e il fagiolino.
scendo dall’auto, prendo le chiavi della mia casetta che è lì che mi aspetta, do uno sguardo alla rassicurante pandina di mia proprietà parcheggiata fuori dal portone, entro in cortile, dove c’è la mia bicicletta legata. e penso al mio contratto di lavoro, alle banconote nel portafoglio, al mio conto in banca, irrisorio ma non in rosso. tante piccole, e grandi, sicurezze. ai miei genitori qualche quartiere più in là, pronti a darmi una mano in caso di bisogno. a tutti i paracadute cui sono legata.
ho appena visto “alla ricerca della felicità”, di gabriele muccino, con un grandissimo will smith che corre per san francisco per due ore di film, fra uno stage non pagato, col suo scanner in mano, e il bambino nell’altra, che fa la coda ai ricoveri per senza tetto, e dorme nei bagni della stazione, e si porta dietro la “casa”, non avendocela più una casa. uno sguardo tipicamente europeo sull’american dream, quello di muccino.
sì, certo, lui alla fine ce la fa, ma quel che resta del film, e della vicenda umana, non è la gloria, la soddisfazione, la felicità di cui al titolo. resta l’angoscia, perché siamo italiani, perché non riusciamo neanche a concepire che valga la pena girare per san francisco con tutta la nostra vita in una valigia e nessun posto per dormire, solo perché in fondo al tunnel c’è il miraggio del fare soldi.
se fossi una madre sola, con un figlio a carico, con 20 euro nel portafoglio e senza casa, senza amici e genitori, e mi offrissero uno stage di 6 mesi non pagato senza certezza di assunzione, io - italiana, italianissima - andrei al primo macdonald’s e punterei agli 800 euro al mese. abbandonerei il “grande” sogno in favore di quello piccolo, quello di portare a casa la pagnotta SUBITO. e portarla in una CASA.
ma io sono italiana, non americana.
i cugini che vengono al nord!
(ma non tutti però. ciccio, where are thou?)

niente esotico giro all’ikea: sta per aprire anche a catania.
tanta neve? improbabile.
allora che vino e camino e torino siano, per la famigghia che si riunisce!
non sono ricchiOne
non mi chiamo frì friiiì
e se mi inChEzzo
vi faccio un culo cossssssiiiiì
una hola a nonno libero.
alla faccia di fassino e della binetti. stiamo messi male, eh?
portati indumenti pesanti, che andiamo al palazzo del ghiaccio.
anzi no, adesso ci sono 26 gradi - ma stamattina alle 8 ce n’erano 4, 20 gradi di escursione termica, come nel deserto - portati il costume.
anzi, boh, martedì nevica, e mercoledì la minima è -5°C e la massima -4°C.
e poi ditemi se non avevo ragione.
diecicento espone nuovamente, ed espone lo spirito olimpico!
non si può mancare, all’OLS di piazza vittorio. noi saremo lì con l’artista sabato sera.
il ragionamento della secca è ineccepibile.
mentre qua la benedetta tuona un giorno sì e l’altro pure contro le unioni civili, contro le unioni gay, e a favore della procreazione, lontano dal papa - ironia della sorte - si figlia molto di più.
benedetta, arrenditi, lasciaci in pace, fallo per noi e per il futuro dell’italia.
ricevo da un cliente la seguente comunicazione:
Buon pomeriggio,
La presente per informarVi che i fax di comunicazioni ,offerte ecc. chieste dai ns uffici [omissis], ecc. Vi preghiamo di inviarli direttamente al richiedente facendovi avere il loro nr di fax.
grazie
saluti
fra qualche tempo, parliamoci chiaro, la val susa senza neve potrebbe avere uno stuolo di ristoratori e albergatori sottoccupati.
e qua subentra il progetto TAV: tanti posti di lavoro per i futuri sottoccupati delle stazioni sciistiche invernali ai tempi dell’effetto serra.
pensateci, cari valsusini.
i vicini di casa, come tante altre cose comprese i genitori, non li scegli. ti capitano.
se poi nella tua famiglia c’è una vena di pazzia, o di sfiga, ti capitano dei personaggi “border line”.
i miei hanno da 20 anni una vicina malata di mente. la signora clara, che vive sola da sempre, sta fra la mezza e la terza età, soffre di manie di persecuzione ed è già stata sottoposta a due trattamenti sanitari obbligatori richiesti dal condominio.
odia a morte (parola esagerata, forse, spero, visti i fatti di erba) la signora G, del piano di sopra, per fatti risalenti ad anni e anni fa.
al mattino si sveglia urlando “mi, chila lì, la masuuuuu!!!!”*.
di notte, allo scopo di svegliare l’odiata G, batte pentole e coperchi contro il muro che divide casa sua dalla camera da letto dei miei, e accende la radio a volumi altissimi. sempre di notte, clara, per un periodo, ha anche telefonato alla figlia della signora G, infamandole la madre.
di giorno studia e applica metodi per intercettare le presenze esterne che compiono misfatti nel suo appartamento, quali buttare le carote dal soffitto da buchi che si chiudono automagicamente dopo il passaggio dell’ortaggio stesso, o mettere capelli infilati nella porta di ingresso per “impedire” l’ingresso della G.
ovviamente, guai a contraddirla quando racconta delle malefatte della G. l’altro giorno a mia mamma, che voleva accomiatarsi e allontanarsi dal veleno verbale di clara, ha urlato “LASS’ME FINIIIIIIIIIIIII’!!!!!!”**. pandamamma chiaramente l’ha lasciata finire.
oggi a pranzo, commentando i fatti di erba, mia mamma ha detto:
“appunto, l’altra sera clara ha suonato il campanello, e mi ha chiesto di accompagnarla in cantina”
…
io: “ti sei armata?”
la poverina in realtà ha paura ad andare in cantina da sola, infatti tutte le volte che va, prima telefona alla polizia, li avverte - con la precisa disposizione “se non mi sentite di nuovo fra 20 minuti, è successo qualcosa” - e poi li ri-avverte quando ritorna su in casa (ora capisco perché a volte il 113 è sovraccarico).
è una storia che, raccontata, può anche far sorridere, ma in realtà è un misto di malattia mentale e tragedia della solitudine. forse è per quello che mia madre ha sempre avuto l’ossessione di accasarmi.
gli altri vicini del pianerottolo sono invece una famiglia marocchina che paga saltuariamente le spese condominiali, ma che sono “tanto carini, con la bimbetta neonata”.
grandi colloqui sulle scale, tutti a sguardi. mia madre parla in italiano, e la ragazza sorride, poi tenta un approccio in francese e quella rotea gli occhi e sorride. penso manchi solo il piemontese (passe-partout di mio zio, quando va in francia).
l’altro giorno, mia madre si è scocciata e ha deciso che doveva sgridarla:
“lo sai l’italiano?”
“…”
“non vuoi fare un corso?”
interviene il marito, che invece parla perfettamente “non vuole”
“…”
mammapanda, come fosse anche un po’ sua mamma (gliela regalo) tende il suo pericoloso dito indice e, decisa a non farsi mai i cazzi suoi, la sgrida “male!”.
a me va meglio: a parte qualche condomino moroso, ho solo un pregiudicato che mi ha minacciato in slang mafioso di farmela pagare se parcheggio in cortile.
.
* “io, quella lì, l’ammazzo!!!!”
** “LASCIAMI FINIREEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!”
la mia unica e sola dea** (di cui ero amica anche prima che diventasse famosa e laureata;), spiega perfettamente la prima regola del marketing.
la P più importante del marketing mix (e fatemela tirare un po’) è il Prodotto!!!
il punto mi pare sia che se in un cellulare per mandare un messaggino devi smanettare tre ore sulla tastiera, sarà pure il cellulare più potente del mondo, ma per me è un cellulare che fa schifo
ma anche:
L’ipod ha avuto un enorme successo perché è il miglior lettore mp3 in circolazione, punto. Non solo perché è bello, non solo perché fa figo. (nota di panda: gil, voglio toccare di nuovo la tua ghiera, arf, arf!)
[...]
Questa è la differenza sostanziale tra l’ipod e tutti i prodotti della apple che non hanno “sfondato” tanto quanto l’ipod (vi risparmio il pippone sul perché esista questa “differenza”). Non sto dicendo che l’ipod non sia fighetto, che non sia in gran parte diventato una moda, che non sia qualunque cosa voi vogliate. Sto dicendo che la differenza fra la (relativamente) minoritaria fetta di utenti che utilizzano mac e l’enorme fetta di persone che utilizzano un ipod sta tutta qui.
ma sull’iphone il post definitivo è di suzukimaruti (mac, caccapupù).
(che tra l’altro, a me, di queste supercazzole tecnologiche frega assai poco, ma quando leggo due post così, come faccio a non linkare?!)
.
* insieme a tagaloa, ovviamente
un’amica mi diceva “la cosa che amo fare di più al mondo è leggere” (probabilmente dopo fare l’amore, ma anche no, non gliel’ho chiesto, non me l’ha detto).
ed io, che cosa amo fare di più al mondo? leggere senz’altro è ai primi posti, ma far l’amore, far l’amore, beh, viene prima. leggere è al primo posto delle cose che posso fare da sola (l’autoerotismo non è nella top five, al massimo, nella top ten).
quindi si potrebbe dire che:
le cose che amo di più fare (in assoluto)
far l’amore
mangiare
bere
leggere
viaggiare
le cose che amo più fare (quando sono) da sola
leggere
andare in bicicletta
fare la doccia/ sauna/ bagno turco/ idromassaggio
fumare
guidare
solo leggere, della top five originaria, si salva quando sono da sola.
far l’amore, mangiare, bere, viaggiare, si possono fare da soli, ma non sono nella mia top five. sono un’essere dannatamente sociale. non sempre, e non comunque e nonostante, però lo sono.
viceversa, leggere, andare in bici, fare la doccia/ sauna/ bagno turco/ idromassaggio, guidare, sono attività che preferisco in solitaria (anche se leggere ad alta voce un libro all’amato bene, beh…).
e fumare? a parte la sigaretta solitaria prima della nanna, inestimabile anche la sigaretta della staffa, prima di salutarsi.
poi uno si chiede: meglio soli, o in compagnia? potendo scegliere, e non sempre si può, in verità, non saprei rinunciare a nessuna delle 9 cose soprastanti, ergo, per me, pari e patta.
stasera mi sono sorpresa ad accendere il camino con aria satanica e pensando “ora ti brucio il culo, dannato uccellaccio!”.
prima di essere esposta al pubblico ludibrio da qualche sbrecca animalista testimone della mia faccia di ieri sera, mi consegno spontaneamente.
arrivo dalla palestra, metto l’acqua per la pasta sul fuoco, e apparecchio per me e per le mie ospiti, in vista della visione collegiale di dr. house e grey’s anatomy.
poi, colta dallo spirito romantico che tanto piace ai miei 4 lettori, prendo un ciocco di legna grosso per accendere il fuoco nel camino. in fondo le ospiti a minuti saranno qui.
apro le portine del suddetto camino e…
_ _ _
_ _ !!!
un piccione (vivo) stava appollaiato sul ciocco di legna bruciacchiato dal fuoco della sera prima.
devo dire che un paio di secondi di messa a fuoco mi ci sono voluti (mi dicevo ingenuamente: “ma non dovrebbero esserci due pezzi di legna, ieri ne ho messo uno solo…”), e mentre mettevo a fuoco, il volatile ha, per l’appunto, volato.
sopra i mobili della cucina, sul televisore, dietro il divano, dietro l’attaccapanni, sulla caldaia.
e mentre lui volava, io
imprecavo la m_ _ _ _ _ a e il _ _ _ _ _,
lo guardavo braccia lungo il corpo e sopracciglia alzate,
ridevo,
posavo il ciocco di legna in camera,
prendevo il mocio,
sventolavo il suddetto mocio a mo’ di sbandieratrice medievale.
che fare? chiudere la porta e cambiare casa? aspettare le animaliste di cui sopra?
no, cercare vita dietro le porte dei miei vicini e chiedere consiglio. così suono alla poliziotta, mocio in mano e ridendo “sai come si fa a far uscire un piccione da una casa?”
ora, in due, si ripete la scena di cui sopra:
il volatile continua a sorvolare i mobili della cucina buttando giù i poster di totò e albertone, vola dietro il televisore, dietro il divano, dietro l’attaccapanni, sopra la caldaia, sopra la cucina, noooo, sul tavolo apparecchiato noooo bastardo!
e mentre lui vola, e io impreco la m_ _ _ _ _ a e il _ _ _ _ _, rido e sventolo il mocio a mo’ di sbandieratrice medievale, le forze dell’ordine tentano di attirare la bestiaccia ormai terrorizzata fuori dalla casa mostrandogli… un pezzo di pane!
tutto vano.
ma a questo punto arriva l’eroe per caso, il signor grujanu che scende dalla sua abitazione del primo piano per andare a buttare la monnezza.
gli chiediamo in coro “sai come far uscire un piccione da una casa?”
“uh?” dice, avvicinandosi. capisce, e dopo qualche tentativo di pilotare il volo del pennuto verso la porta, decide di prendere la bestia con le mani, liberandola fuori dalla porta come se fosse la colomba della pace.
W la romania in europa, ma lo dicevo già prima.
dieci secondi dopo arrivano le sbrecche animaliste, mi aiutano a mettere a posto, controllano presenza cacche, ne trovano una vicino alla tv (rapidi ’sti piccioni, quasi più di me), e poi non smettono più di prendermi in giro.
ma loro non sanno di cos’era fatto il ripieno dei tortellini.
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meglio di giUochi senza frontiere, eh?
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In the year 2007 I resolve to: |
via le rane