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spulciando spulciando

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 31 Agosto 2006 alle 21:54

su bromuro d’argento ho (ri)trovato questa, bellissima e quanto mai adatta:

A chi se ne è andato
e non ritorna
A chi è sempre rimasto
e rimane ancora
A chi non c’era, ma c’è adesso
A chi rimanendo
non è mai stato qui
A chi credevo fosse andato
e invece forse
A chi va via
per rimanere

ma che giorno è oggi? (reloaded)

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 31 Agosto 2006 alle 19:35

73.
oh my gAAAAAAAAd!!!!!!!!
bea’s b’rthd’y!!!!!
ooooooouuu ueuuuuuuuuuuuuuuuuuu. un’americana di passaggio.

e flushing meadows diventa billie jean king

Scritto in: eventi, politica — panda il 30 Agosto 2006 alle 19:48

L’AMERICA FESTEGGIA LA KING (63 ANNI) E LE INTITOLA IL CENTRO DI FLUSHING MEADOWS
Billie Jean, femminista e rompiscatole
Nella vita è sempre andata contro corrente anche quando ammise la sua omosessualità

30/8/2006 - La Stampa - di Stefano Semeraro

[...]

Nessun altro impianto sportivo di questa importanza al mondo porta l’anagrafe di una donna, per giunta rompiscatole. Per giunta femminista. Per giunta lesbica.
[...]

il blog di ivan scalfarotto

Scritto in: citazioni, sciocchezzuole — panda il 30 Agosto 2006 alle 19:27

(che alle primarie non ho votato per amor della causa, ma che avrei votato assai volentieri) è un blog per davvero, tanto per cominciare. cioé, lui ci scrive sul serio (contrariamente a tanti politici), e ci scrive cose interessanti. leggetelo.

un po’ d(e)i (nostri) stati uniti in tv stasera

Scritto in: in giro, me myself and I, sciocchezzuole — panda il 30 Agosto 2006 alle 18:32

san franciscani e circumvicini, nonché simpatizzanti tali, miei compagni di viaggio (ma anche no),
vi informo che stasera su rete4 alle 21.00 c’è fuga da alcatraz.

*

ma anche… il cirque du soleil (raitre alle 21), praticamente stanziale nel “nostro” albergo di veiiig’s (nonché pubblicizzato ovunque).

*

e - mi ricorda amicaR - anche JAG (raidue, sempre alle nove), fra navi e sottomarini militari (magari anche la portaerei midway(1) di san diego e il sottomarino pampanito(1) di san francisco?).

la portaerei midway, ancorata a san diego. molto retorica-yankee-alla-JAG, eh?

il sottomarino pampanito, ancorato a san francisco, di fronte ad alcatraz, nonché pieno dei pronipoti delle sue prime vittime (gli onnipresenti giapponesi). 

*

dato l’imbarazzo della scelta, io uscirò (e registrerò il sindaco di carmel, CA).

***
(1) non mi sono trasformata in una guerrafondaia, ma quando mi ricapitava più di visitare un sottomarino e una portaerei?

comicità politicamente scorretta

Scritto in: citazioni, sciocchezzuole — panda il 29 Agosto 2006 alle 20:51

La Repubblica - pag. 27

Fa guidare il cane perché “intelligente”
PECHINO - Cane al volante, scontro in Mongolia.

piombo e tenerezza

Scritto in: citazioni, politica — panda il 29 Agosto 2006 alle 19:06

quasi quasi me lo compro.

ci provo

Scritto in: in giro, me myself and I — panda il 27 Agosto 2006 alle 23:58

come avrebbe detto karol: se sbalio mi corigerete, cari miei compagni di viaggio.

  • los angeles (california)
  • - mojave desert -
  • flagstaff (arizona)
  • grand canyon - south rim
  • monument valley - kayenta (navajo county, arizona)
  • kanab (utah)
  • bryce canyon (utah)
  • zion park (utah)
  • - area 51 -
  • las vegas (nevada)
  • death valley
  • lake isabella
  • sequoia national park
  • fresno
  • yosemite national park
  • san francisco (california)
  • - pacific coast -
  • carmel
  • monterey
  • cambria
  • santa barbara
  • santa monica
  • O.C.
  • san diego
  • tijuana (mexico)
  • los angeles

manca qualcosa? mi sono incasinata?

srbr2

Scritto in: eventi, in giro, me myself and I — panda il 27 Agosto 2006 alle 23:49

è nata la versione 0.0 di bromuro di stronzio*, “formula bruta” che scimmiotta bromuro d’argento, l’unico, vero e inarrivabile fotoblog della bea, dove l’arte non è solo tentata.

per ora ci sono i primi 3 capitoli delle foto fatte negli stati uniti, quindi consideratelo un lungo work-in progress (che verrà probabilmente terminato quando avrò già comprato il biglietto per le vacanze del prossimo anno):

enjoy!

* kiaramente, senza la k non se ne sarebbe fatto nulla. che farei senza di te, sbrekka. ma che te lo dico a fa’?

american dream

Scritto in: in giro — panda il 26 Agosto 2006 alle 14:30

le ville della parte bassa di beverly hills, così come rodeo drive, sono ad un isolato di distanza dalla los angeles degli straccioni ispanici (tutta L.A., fatta eccezione di downtown forse).
cioé, brandon walsh andava al liceo di west beverly (west), perché quello di east beverly equivale alla scuola della falchera qua a torino.
non nascondo che ai nostri occhi di europei, neanche tanto benpensanti (l’unica benpensante ero io ;), la quantità di devastati, matti, straccioni, barboni è im-pres-sio-nan-te. sono ovunque e si tengono (vengono tenuti) alla larga dalle zone ricche, che sono invece idilliache. la rivolta delle periferie di qualche anno fa non mi stupisce per niente.

sempre per il discorso welfare/ modello americano: meglio abitare in castello dorato con vista su discarica, oppure in una casetta di medie dimensioni con vista su giardini pubblici?

tips

Scritto in: in giro — panda il 26 Agosto 2006 alle 11:29

i camerieri in america sanno essere ossessivi. non è raro che ti interrompano tre, quattro volte a pasto (un hamburger, non il pranzo di babette) per chiederti se è tutto a posto, se vuoi altro, se ti piace, se sei soddisfatto.
agli italiani questo non piace. da noi il pasto è sacro, e l’interruzione “tutto bene?” è tollerata una volta durante o, anzi, alla fine, quando viene portato via il piatto.
chiaramente tutto questo è fatto per la mancia, che è obbligatoria (in alcuni posti addirittura già conteggiata nel conto finale) e può variare da un minimo del 10% a un massimo di… a seconda di quanto il cameriere è stato bravo. ora, per i nostri canoni, un cameriere che, mentre sono al primo morso di panino, col ketchup che mi cola dalla bocca, viene lì, mi fissa negli occhi e mi chiede “ok, ma’am?” non sta guadagnando centesimi di mancia.

inoltre, la questione della mancia non porta affatto un servizio migliore, né perché essere ossessionati mentre si mangia NON è un buon servizio, né perché i tavoli che ordinano piatti più a buon mercato (quindi conto più basso, quindi mancia percentualmente più bassa) vengono di solito tralasciati dai camerieri, che preferiscono lisciarsi i tavoli che ordinano vino e piatti elaborati.

viene spontaneo chiedersi:
a. quanto miseranda sia la paga dei camerieri, dato questo loro comportamento.
b. perché devo pagare io lo stipendio ai camerieri, quando dovrebbe pagarlo il titolare (l’ho detto: non sono liberista. più welfare per tutti!).

alla domanda a. ho trovato risposta su questo libro acquistato a san francisco (god bless frisco):
Nickel and Dimed - Barbara Ehrenreich (1)

According to the Fair Labour Standard Act, empolyers are not required to pay “tipped employees”, such as restaurant servers, more than $2.13 an hour (2) in direct wages. However, if the sum of tips plus $2.13 an hour falls below the minimum wage, or $5.15 an hour (3), the employer is required to make up the difference. This fact was not mentioned by managers or otherwise publicized at either of the restaurant where I worked.

e anche

So if you wonder why American are so obese, consider the fact that waitresses both express their humanity and earn their tips through the covert distribution of fats.

il sistema mance, dunque, non giova al dipendente, non giova al cliente, giova solo al titolare. storia vecchia, mi pare.
modello americano? no, grazie.

(1) Millions of Americans work full-time, year-round, for poverty-level wages. In 1998, Barbara Ehrenreich decided to join them. She was inspired in part by the rhetoric surrounding welfare reform, which promised that a job — any job — could be the ticket to a better life. But how does anyone survive, let alone prosper, on six to seven dollars an hour? To find out, Ehrenreich left her home, took the cheapest lodgings she could find, and accepted whatever jobs she was offered as a woefully inexperienced homemaker returning to the workforce. So began a grueling, hair raising, and darkly funny odyssey through the underside of working America.
(2) €1,67 all’ora.
(3) €4,03 all’ora. la paga oraria media raggiunta con le mance si aggira intorno a $7,00 (€5,48).

L’Ammerica (by lamente)

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 25 Agosto 2006 alle 12:27

questo blog è fiero di ospitare uno scritto di lamente, anzi il suo primo scritto per blog. diciamolo: un post!

eccolo qua:

***

Datosi che la tenutaria del presente blog in viaggio mi “incitò�? (…la virgolettatura parla da sola, no??) più volte a scrivere, scrivere, scrivere, non capendo come io potessi esimermi dal tenere un blog (è la costanza che mi manca), eccomi a dare il mio minimo contributo, essendo consapevole del fatto che:

  • verrò cassata/tagliata/censurata (d’altronde la Padrona è lei…);

  • la mia “prosa�? non è certamente ai vostri livelli;

  • sicuramente non sarò esaustiva;

  • .mi prenderete tutti per pazza….

Fatte queste premesse, chi vi parla è lamente, e non la(de)mente, come invece qualcuno vorrebbe farvi credere…

Il fatto di aver inconsapevolmente chiamato il 911 la PRIMA sera della nostra permanenza in terra statunitense non fa di me un mostro…ecco…!!

Mi accingo, quindi, a farvi pervenire le mie impressioni su questo viaggio, cominciato con scarsissima consapevolezza, dati gli n-mila eventi che fino alla partenza mi hanno coinvolto, e per nulla “immaginato�?…

Gli Stati Uniti non mi hanno mai attirato particolarmente, essendo io una fervente europeista e, nel mio piccolo, una “storica�? delle culture mittel-europee.

Quanto di più lontano dalla “giovinezza�? dalla mitica America a stelle e strisce

dunque…

Probabilmente il fatto di fare un viaggio in comitiva, con persone alle quali sono legata da anni e dalle quali sapevo di potermi aspettare la massima flessibilità e spirito di adattamento, ha fatto scattare la molla decisiva per scrollarmi ed interrompere la serie di viaggi, anche molto lunghi, fatti in solitaria col mio compagno di mille avventure (e di vita, ahilui…) AmicoA…

E poi, il pensiero di poter dire, in terra statunitense: “….ammeracano…�? o “..’uaz ammarica’boiz…�? come solo Albertone sapeva, mi ha fatto capire che si trattava di un’occasione irripetibile…

Ho fatto bene: l’Ammerica è servita esattamente a quello che speravo servisse…

Farmi ritrovare la strada.

Tra 1000 strade infinite, immense, a 5-6-7mila corsie, tra deserti aridi e pini profumati, ho trovato la mia….

***

io sono la PaTrona, vero, ma padrona liberale (anche se non liberista) che non ha mai cancellato o filtrato un commento in aaaaaanni di internet. e mai e poi mai cancellerei la prosa mica banale della mia amichetta di ennemila avventure (dal 1989, ohmygod). ve la siete beccata quindi in versione integrale, ‘zzi vostri, e anche un po’ intimista.

rimane solo una domanda (a parte un pensiero per amicoA, sant’uomo quant’altri mai): ma che strada hai trovato?!
e ancora: io la strada la sapevo già (forse), ma in america ho trovato come taroccare la vecchia panda per renderla più potente.

god bless the U.S.A., alla fine tocca proprio dirlo.

i luoghi “visti”

Scritto in: in giro, me myself and I, sciocchezzuole — panda il 24 Agosto 2006 alle 18:48

america è anche avere un riscontro “fisico” di tanti luoghi solamente “visti”, o immaginati, o sentiti dire.
il mio giochino preferito era proprio questo. ad esempio:

san diego:
… le spiagge di bay watch
simon & simon!

los angeles:
(a beverly hills) chissà dov’era la villa dei forrester? lassù, in cima alla collina. ecco perché stephanie ce l’aveva con quelli “della vallata”.
lo skyline, sempre della sigla di biutiful (perdonatemi, mica so’ ’sta curtura ;)
la mitica scritta hollywood (è lontana, è piccola!)
la walk of fame: saranno mica ’ste stelle per terra tutte sporche? ma no, questa è un’”imitazione”, quelle vere sono su rodeo drive. non è vero, sono quelle. boh. (erano quelle).
il kodak theatre (degli oscar): sarà un cinenimo (ingresso anonimo). le ultime parole famose.
le impronte delle mani: e dove sono le altre? mica possono essere tutte qui! erano tutte lì.
sunset boulevard e il suo strip. questo?! ma sono due localini. così dice la guida. vabbuò.
le tangenziali interne a 7 (SETTE) corsie per senso di marcia!!!! e tutti sti cavalcavia, ora vedo passare i chips. sì, eccolo là, poncharello, vestito uguale!
andiamo almeno a vedere “qualcosa”: la cattedrale di nostra signora degli angeli. ma è quella roba gialla vista dalla tangenziale. dici? siiiì, guarda la mappa. ok…. (nel deunteun - downtown) mi volto e… eccola là!
orange county (o.c.): fighettisssimooooooooooooo. una vera sbreccata, quasi quanto lo “storico” beverly hills 90210.

i diners: sembra quello di happy days. vabeh, dai, questo qui, mica è detto. (così come tutti gli altri a venire).

las vegas:
ah, quindi è qui che giocava agassi ai primordi!
CSI las vegas (tormentone di genzy e amicoD, ma io non lo guardo)
le slot e i tavoli verdi! e tutti sti ciccioni malvestiti (altro che giocatori in tiro a saint vincent)

san francisco:
ma lombard street è VERTICALE davvero, i tornanti non solo solo un “vezzo”!!!
alcatraz, sembra vicina. sì, ma guarda che corrente (sembrava un fiume in piena). come facevano a pensare di arrivare a riva tuffandosi in sto oceano gelido? beh, ma sembra attaccata. ho capito: provaci, allora.
siamo già al castro? sì, una bandiera arcobaleno… un’altra! e sui cestini, e sui pali. ovunque. e quella coppietta… sì ma c’erano pure due fanciulle in piena market. beh, è frisco, mica solo il castro.
no, sul tram di milano no! vengo fino qua e poi quello di milano, figa?! no, almeno filadelfia anni 20 (quindi qua in fondo erano i posti dei neri? boh, forse).
anf anf anf, sali scendi veramente, anf anf. pensa a michael douglas stragiovane che faceva il poliziotto qua.
parecchi asiatici al visitor center, hai visto? (la guida dice: quasi il 25% della popolazione).
dal bay bridge: oddio, ora ci perdiamo, la prima grande metropoli americana in cui entriamo in auto (in realtà frisco città ha meno abitanti di torino). un minuto e siamo in centro.

la monument:
ve lo immaginate tex che cavalca in mezzo a queste mesa? risposta: sì.

le strade del deserto:
ma thelma e louise erano in questa zona? no, perché le strade e i drugstore, e tutti sti camion sembrano gli stessi. no, non mi pare. dicono che devono saltare il texas e andare in messico.

leggiamo sulla guida delle rocky mountains:
e i brokeback cowboys dov’erano? distese erbose come nello utah? (uh, una maglietta di torino2006!)

canzone alla radio: nirvana. di dov’erano, già? seattle. ah, ok. più a nord. freddino, ma l’oceano. sì, bella, ma non come frisco.

[to be continued]

viaggetto

Scritto in: in giro, me myself and I — panda il 24 Agosto 2006 alle 15:45

qualsiasi altro viaggio mi è sembrato e mi sembrerà un viaggetto.

il bello del fatto di andare in capo al mondo è che - per il solo fatto di essere possibile - ti fa sembrare il mondo stesso, in fondo, piccolopiccolopiccolo. te lo immaginavi gulliver, invece è mammolo. e te lo rende più amico.

jet lag

Scritto in: in giro, me myself and I, sciocchezzuole — panda il 24 Agosto 2006 alle 10:45

ancora non riesco a dormire bene. mi addormento tardi. mi sveglio presto. mi rigiro come un’anguilla. arretrati di stanchezza forse. o forse…

… io sogno californiaaaaaaaaaaaaaaaa ;)

continenti (reloaded)

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 24 Agosto 2006 alle 10:34

[dico: grazie bloglines. e soprattutto: grazie lisagialla!]

taglio ad arte “canzone per silvia” del guccio perché - come
sempre - riesce a mettere in parole esattamente quello che io mi limito ad intuire.

***
ll cielo dell’America son mille cieli sopra a un continente*;
[…]
E fuori c’è una strada all’infinito, lunga come la speranza,
e attorno c’è un villaggio sfilacciato, motel, chiese, case,
aiuole,
paludi dove un tempo ormai lontano dominava il Seminole,
ma attorno alla prigione c’è un deserto dove spesso il vento
danza.
[…]
Già, l’America è grandiosa ed è potente, tutto e niente, il
bene e il male,
città coi grattacieli e con gli slum e nostalgia di un grande ieri,
tecnologia avanzata e all’orizzonte l’orizzonte dei
pionieri,
ma a volte l’orizzonte ha solamente una prigione federale.
L’America è una statua che ti accoglie e simboleggia, bianca e
pura,
la libertà, e dall’alto, fiera, abbraccia tutta quanta la
nazione,
[…]
Paura del diverso e del contrario, di chi lotta per cambiare,
paura delle idee di gente libera che soffre, sbaglia, spera;
nazione di bigotti
[…]
ll cielo dell’America son mille cieli sopra a un continente
***

* magari la nostra unione europea (oh, come sono andata fiera di quella scritta sul passaporto, quasi quanto della scritta “repubblica italiana”) fra 200 anni sarà una stati uniti d’europa.

desaparecidos

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 24 Agosto 2006 alle 9:34

signori,
mi si è incasinato il wordpress e si sono cancellati gli ultimi due post: “i chips” (de arretrezza stati uniti) e “continenti” (spezzoni della canzone del guccio sulla baraldini e continenti a confronto: gli USA e la mia amata unione europea).
chi se li ricorda, commenti pure qua.
quando avrò tempo magari li riscrivo.
chi ne ha una copia perché è un mio fan, me li mandi ;)

forse non tutti sanno che

Scritto in: in giro, sciocchezzuole — panda il 23 Agosto 2006 alle 11:34

ma voi, lo sapete che cos’è un conestoga?

amicaR sì - tutta la nostra stupita (e un po’ irridente) ammirazione - e anche mio papà, ho poi scoperto.

la grande M gialla di cui sotto

Scritto in: in giro — panda il 21 Agosto 2006 alle 23:40

immaginatevi questa insegna del mac donald’s in mezzo al deserto, e poi immaginate il fetore che ben conosciamo.
ecco, al mac donald’s americano non ho messo piede. ho calato però il piedino (di porco) al burger king, al pollo loco, e al jack-in-the-box (blame and shame on you, jack in the box! attirata ingenuamente dal big deal a $ 2.59 - due tortillas e un hamburgerino di pollo moscio - ne ho poi pagato le amare conseguenze. jack è uscito dal box il giorno dopo, fetente come ci è entrato ;).
essenziale è cercare di mangiare hamburger, una delle poche cose che effettivamente danno soddisfazione, ma non farlo assolutamente nelle grandi (ed economiche) catene.
e poi niente acqua, o birra, con l’hamburger. solo la coca cola è in grado di mandarlo giù e parzialmente digerirlo prima che siate voi a farlo.
e infine, caffé, ossia bibitone caldo che “sgura” (piem. per stura, disingorga).

qua finisce il faceto e si inizia a capire come mai le fasce di popolazione più sfigate, neri, ispanici, poveri, straccioni ma non solo, sono tutti delle enormi palle di lardo. con in mano un bicchiere maxi di coca.
mi chiedo: ma qualcuno spiegherà mai loro qualche nozione di educazione alimentare? o verranno lasciati per sempre in balia di sé stessi?

la grande M gialla

Scritto in: in giro — panda il 21 Agosto 2006 alle 23:23

istantanee di stati uniti, in attesa di organizzare per bene il materiale fotografico, che, giusto per darvi un’idea, ammonta a qualcosina più di un giga.

posso utilizzare questa fotografia come spunto per due diversi temi, uno più serio, l’altro più faceto (ma neanche tanto).la M gialla di kayenta, utah, campeggia in mezzo al deserto che attornia la monument valley per MIGLIA, MIGLIA e MIGLIA (se dico miglia, miglia e miglia, fidatevi. oppure fatevele in auto) e può essere un simbolo dell’america che ho visto.
più che fast food, i vari mac donald’s e compagnia puzzosa sembrano ancora oggi gli avamposti dei pioneri che vanno verso ovest. il (selvaggio) west non è ancora stato inglobato, non è stato domato, è stato - al limite - occupato, come gli autonomi occupano i centri sociali, o le nazioni occupano le nazioni nemiche.
e allora, ogni tanto, ecco l’avamposto: la M gialla, l’holiday inn, il seven-eleven. calati da un altro mondo quasi fossero UFO. avamposti che suonano stonati, come le scarpe da ballo sotto la tuta da ginnastica.
e se faccio abbondante uso di metafore è perché non riesco a rendere altrimenti i pugni allo stomaco ricevuti alla vista di ogni avamposto tipo quello della foto.
la natura in quelle zone è talmente potente, strabordante, padrona assoluta, che intimidisce e mette, all’imbruinire, una sottile inquietudine. al sorgere dell’inquietudine, ecco l’insegna al neon sullo sfondo. e un sospiro di sollievo, misto a malinconia. la zona è riserva navajo. questo significa che saranno i navajo a darvi l’whopper meal, e a pulire per terra, ma anche a gestire gli hotel delle grandi catene. malinconia.

il secondo spunto, più faceto, nel prossimo post.

PS: certo, ovunque la natura è stata affiancata dal manufatto umano, in modo più o meno delicato o rispettoso. ma ho capito perché negli stati uniti questo mi ha lasciato un’impressione così intensa. perché là si percepisce esattamente che il tutto è successo l’altro ieri. forse avrei ricavato la stessa impressione se avessi visto il colosseo cent’anni dopo la sua costruzione.

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