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dimmi come scrivi

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 31 Marzo 2006 alle 10:29

panda e ms ruth si chiedono, e chiedono a chi di voi ha un minimo di conoscenze di grafologia: che cosa significa inframezzare i propri scritti con parecchi puntini di sospensione?

scrutatori, chiavette USB, legionari azzurri

Scritto in: politica — panda il 30 Marzo 2006 alle 18:10

molto lungo ma molto interessante, da leggere assolutamente, soprattutto per chi ha già lavorato in un seggio elettorale e sa quanti comunisti solitamente fanno brogli di ogni sorta, come funzionano le operazioni di voto e di scrutinio e quanto sono macchinose ma tutto sommato ben oliate, quanto possono disturbare il lavoro i rappresentanti di lista esaltati.
per soprassedere sulle chiavette USB che viaggiano per le scuole, dal seggio al computer…
che dio ce la mandi buona (o bona, a seconda dei gusti)

(Il ministro dell’Interno ha dato mandato ai suoi legali di denunciare il
settimanale Diario per i contenuti dell’inchiesta.)

In quattro regioni delicate si sperimenta il voto elettronico. Sarà gestito
da Telecom, Eds e Accenture, l’indiziata numero uno per lo scandalo delle
elezioni in Florida. Partner di Accenture è Gianmario Pisanu, il figlio del
ministro dell’Interno. E un esercito di interinali avrà in mano la chiave
dei risultati.

Aprile. Elezioni private
Gianni Barbacetto e Mario Portanova
Inchiesta del settimanale Diario 24/3/2006

«I brogli rientrano nella professionalità e nella storia della sinistra.
Qualcuno di loro si vantò, nel 1996, di aver sottratto a Forza Italia un milione e 705 mila voti…». Così Silvio Berlusconi ha iniziato l’intervista a Lucia Annunziata del 12 marzo, quella poi finita con la fuga dallo studio televisivo. I brogli elettorali sono la sua ossessione. Li teme, li evoca, li denuncia da quando si è buttato in politica. Da quando
ha cominciato a perdere, poi, l’ossessione è diventata incontenibile.
«Loro», quelli della sinistra, «hanno un esercito di professionisti, a danno dei nostri dilettanti, che vengono puntualmente fatti fessi», aveva gridato nel giugno 2004 dal palco di una manifestazione elettorale per le regionali nella rossa Sesto San Giovanni.

Ora, per arginare i «professionisti» della sinistra, Berlusconi lancia alla carica ì suoi «dilettanti»: si chiamano «Legionari azzurri», si definiscono «difensori del voto» e sono coordinati nientemeno che da Cesare Previti.
«Sì, noi pensiamo di mandare persone per bene che cerchino di far sì che la sinistra non possa cancellare la volontà degli elettori», ha spiegato Berlusconi ad Annunziata. I «Legionari» sono una schiera di attivisti di Forza Italia che in tutto il Paese si stanno apprestando a presidiare i seggi, come rappresentanti di lista, per vigilare sulle operazioni
elettorali. Arriveranno al 9 aprile istruiti politicamente e preparati tecnicamente, per evitare che «i rossi continuino con i brogli». E’ già pronto un libretto di otto pagine, tascabile per poterlo portare sempre con sé, intitolato proprio I difensori del voto: sarà il manuale per i 121 mila militanti di Forza Italia chiamati a controllare i seggi. Sveglia all’alba
già il sabato 8 aprile, arrivo nelle sezioni elettorali prima di tutti, contare e ricontare le schede, non perdere di vista le urne, uscire per ultimi, la sera, e non abbandonare mai, ma proprio mai, il proprio posto: questi i consigli «per non farsi fregare». E in molte regioni sono già partiti i corsi di formazione per i «Legionari». «In Lazio, per esempio»,
spiega a Diario la coordinatrice regionale di Forza Italia Beatrice Lorenzin, «abbiamo già iniziato la preparazione dei 5.136 rappresentanti di lista che difenderanno il voto in questa regione».

I Legionari di Previti
Ma Forza Italia non ha pensato solo ai rappresentanti di lista, da sempre arruolati dai diversi partiti tra i loro militanti. Nelle pieghe della nuova legge elettorale c’è infatti anche una novità, passata finora inosservata, che riguarda gli scrutatori e i presidenti di seggio, cioè coloro che, regolarmente remunerati, devono gestire i seggi, sovrintendere alle
operazioni di voto e infine scrutinare le schede: non saranno più estratti a sorte, ma saranno scelti e nominati dalle commissioni elettorali dei Comuni che dovranno attingere da elenchi di volontari chiusi il 30 novembre 2005. A quella data la nuova legge elettorale era stata approvata soltanto dalla Camera e doveva ancora essere votata al Senato, dove sarebbe passata il 21 dicembre; ma Forza Italia si era già portata avanti e aveva mandato i suoi militanti a iscriversi in massa nelle liste dei Comuni.
Così ad aprile una valanga di «Legionari azzurri» s’installerà nei seggi non solo con il ruolo, volontario e di controllo, di rappresentanti di lista, ma con quello, operativo, ufficiale e remunerato, di scrutatori. La coordinatrice emiliano-romagnola Isabella Bertolini, per esempio, già il 18 novembre aveva diffuso un appello ai militanti: «Chiedete ai soci, ai
simpatizzanti, agli amici e ai conoscenti di Forza Italia di presentare la domanda di iscrizione all’albo degli scrutatori del loro Comune di residenza… Non lasciamo che anche questa volta i seggi elettorali restino in mano alle sinistre… Con le modifiche introdotte dalla nuova legge elettorale ora possiamo davvero cambiare le cose».

Il campo avverso non è stato invece così pronto ad annusare il cambiamento legislativo prima che diventasse realtà. «Ma non siamo preoccupati», spiega Nora Radice, responsabile organizzativa provinciale dei Ds milanesi.
«Secondo le nostre informazioni, non ci sono state corse all’iscrizione negli albi. E i nostri rappresentanti di lista vigileranno in ogni seggio».
La dirigente svela un altro retroscena della spericolata legge approvata dal centrodestra. «La commissione elettorale del Comune di Milano ha estratto a sorte gli scrutatori, come prevedeva la vecchia normativa, e poi li ha nominati in blocco, come stabilisce la nuova». Ve l’immaginate la povera commissione, se avesse dovuto votare uno a uno, nome per nome, gli scrutatori di un migliaio di seggi? E ve li immaginate cinque giudici in tutto chiamati a dirimere le controversie che possono sorgere in un parco di circa 5 milioni di schede lombarde? E’ un’altra novità della legge, che per il Senato ha soppresso gli uffici circoscrizionali presenti in ogni capoluogo di provincia e ha accollato l’ultima fase di controllo del voto aun ufficio regionale unico. Non per niente il presidente della commissione elettorale lombarda, Domenico Urbano, ha reclamato altri 60 giudici da
aggiungere ai suoi quattro commissari.

«Berlusconi continua a parlare di brogli. Chi parla troppo di una cosa, la pensa e la evoca», commenta Beatrice Magnolfi, parlamentare dei Ds. Che possa scattare un meccanismo simile a quello che in psicoanalisi si chiama proiezione, quando si attribuisce agli altri un proprio desiderio? Proprio Magnolfi, che in passato è stata assessore all’Innovazione a Prato, in questa legislatura ha scelto di essere, come si definisce, «il cane da guardia del ministro dell’Innovazione Lucio Stanca» e il 10 febbraio, per chiudere in bellezza, gli ha presentato un’interrogazione sullo scrutinio elettronico che sarà sperimentato al prossimo appuntamento elettorale. Sì, perché il 9 e 10 aprile non proveremo soltanto una nuova legge bislaccamente proporzionale, definita «una porcata» da uno dei suoi inventori, con incerti premi di maggioranza, con candidati tutti imposti dai vertici dei partiti e con una scheda grande come un manifesto. Ci sarà anche un’altra grossa novità: nelle 12.680 sezioni di quattro regioni, oltre 11 milioni di persone (più di un quinto degli elettori italiani) saranno chiamati a votare con la tradizionale matita sulla tradizionale (benché ben più ampia) scheda, ma poi i loro voti saranno scrutinati al computer: grande modernizzazione,
inevitabile aggiornamento tecnologico, prezioso risparmio di tempo. Ma anche complessa storia di rischi e commistioni che vale la pena di raccontare.

Votare Stanca
Tutto comincia il 3 gennaio 2006, quando il governo vara il primo decreto legge dell’anno, con il numero I. Come capita spesso al gabinetto Berlusconi, nel provvedimento c’è dentro un po’ di tutto: disposizioni urgenti per il voto da casa di elettori che non possono spostarsi; ammissione ai seggi di osservatori dell’Osce (l’organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa); ma soprattutto disposizioni per lo scrutinio elettronico. Sperimentazioni erano già state compiute alle europee del 2004 e alle regionali del 2005, questa volta però è una bella fetta di elettori a essere interessata alla sperimentazione: il 20 per cento delle sezioni. E per la prima volta allo scrutinio informatizzato è stato
assegnato valore giuridico. Le schede di carta resteranno in archivio, ma saranno estratte dagli scatoloni soltanto in caso dì contestazioni. Le regioni coinvolte sono state scelte, secondo il ministro Stanca, «con il criterio del bilanciamento territoriale»: una al Nord, la Liguria ; una al Centro, il Lazio; una al Sud, la Puglia ; un’isola, la Sardegna. Guarda
caso, però, sono tutte regioni in cui gli esiti elettorali sono incerti e che peseranno in maniera determinante per l’assegnazione dei premi di maggioranza (regionali, appunto) per il Senato.

In ognuna delle 12.680 sezioni coinvolte ci sarà un computer, due schermi video e un operatore informatico. Mentre gli scrutatori procederanno allo scrutinio tradizionale, contando i voti e impilando le schede, l’operatore digiterà i voti sulla tastiera e li controllerà su uno degli schermi, mentre il secondo sarà a disposizione degli scrutatori. Finita la conta, i dati di ogni sezione saranno inseriti in una «chiavetta» Usb. Le diverse «chiavette» Usb di tutte le sezioni presenti in un unico plesso (edificio) saranno
portate a mano e inserite nel computer di plesso.
Da qui una linea dedicata
trasmetterà i dati direttamente e rapidissimamente al Viminale.
Bello? Sì. Ma anche sicuro? Al riparo da brogli informatici? Chi ricorda le feroci polemiche seguite al voto del 2000 per le presidenziali americane in Florida non può non porsi almeno il problema. Ma al ministero dell’Innovazione il portavoce di Stanca, Dario de Marchi, risponde che non c’è alcun rischio: «Le memorie Usb assegnate alle sezioni saranno
inizializzate, dunque non potranno essere sostituite con altre. E la trasmissione dati a Roma sarà effettuata con una rete dedicata, assolutamente sicura». I tecnici del ministero possono intrattenere a lungo gli interlocutori su chiavi di sicurezza, codici identificativi, doppie password, trasmissioni Dmz…

Dopo le prime sperimentazioni di questo sistema, alle europee del 2004, il ministero ha costituito una commissione sul voto elettronico. Con quali risultati? «Avevamo segnalato diversi punti critici», ricorda Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria Ds, che ne ha fatto parte. «Il punto fondamentale riguarda la formazione di presidenti e scrutatori dei seggi, ma soprattutto degli operatori tecnici: chi li sceglie? come? che formazione ricevono? Visto che si tratta di personale di aziende private,
chi li controlla e chi garantisce per loro?
E dato che i risultati delle regioni coinvolte nella sperimentazione saranno definitivi prima degli altri, chi garantirà una corretta comunicazione al pubblico? Non so se tutti questi punti critici siano stati presi in considerazione per il 9 e 10 aprile».
Lunedì 10 aprile, dopo le ore 15, 11 mila chiavette Usb con il voto dei cittadini italiani cominceranno a girare per l’Italia in tasca a soggetti privati. C’è da stare tranquilli? «Lo scrutinio elettronico è un vantaggio perché è veloce, ma per stare tranquilli ci vorrebbe il controllo finale di una commissione presso il ministero dell’Interno, composta anche da rappresentanti dei diversi schieramenti politici», conclude Migliavacca. «E
vorrei che i dati arrivassero anche ai singoli Comuni, come già avviene per lo spoglio cartaceo».

Trattativa privata
Per niente tranquilla Beatrice Magnolfi, la deputata «cane da guardia del ministro dell’Innovazione»: «Il 10 febbraio 2006 ho presentato un’interrogazione a Stanca, ponendo una serie di domande. Come saranno garantite l’attendibilità e la correttezza delle procedure di rilevazione informatizzata dello scrutinio? Come possiamo essere davvero sicuri che le memorie Usb non possano essere manomesse? Perché non è prevista alcuna protezione per il trasporto di queste chiavette dalle sezioni al computer dì
plesso? Che tipo di linea sarà quella utilizzata perla trasmissione dei dati al Viminale?».
Ma non basta. C’è un altro ordine di problemi: come mai un’operazione che verrà a costare oltre 34 milioni dì euro è stata affidata a trattativa privata? E chi sceglierà gli operatori informatici (saranno circa 18 mila) che faranno lo scrutinio informatico? E con quali criteri saranno scelti? Sono tre le aziende coinvolte nell’operazione: Telecom Italia, Eds e Accenture. Telecom gestisce la fetta maggiore del budget, fa da capocommessa
e fornisce le linee per la trasmissione, ma anche tutto l’hardware. Eds, multinazionale Usa, ha sviluppato il software e coordina gli operatori.
Accenture, la più grande azienda di consulenza al mondo, ha ottenuto un subappalto e in questo gioco fa il suo mestiere, cioè la consulenza. Le tre aziende sono state riconfermate nel gennaio di quest’anno, dopo aver svolto insieme le sperimentazioni precedenti, alle europee del 2004 e alle regionali del 2005. Ma i 18 mila operatori informatici saranno forniti da un’altra azienda, la Ajilon , che fa parte della multinazionale del lavoro interinale Adecco.

«L’appalto è stato assegnato a trattativa privata per ragioni d’urgenza, perché non c’erano i tempi per fare la gara», spiega Dario de Marchi. Il ministro Stanca lo ha ribadito nella sua risposta del 23 febbraio all’interrogazione di Beatrice Magnolfi: «Il decreto legge numero i del 2006 ha espressamente previsto che tale affidamento avvenga in deroga alle norme di contabilità generale dello Stato, stante il brevissimo lasso di tempo disponibile prima della consultazione elettorale; lo svolgimento delleprocedure ordinarie sarebbe stato impossibile in tempi tanto ristretti».

Elezioni: imprevedibili?
Così un appalto delicatissimo e di valore consistente, per l’avvenimento più prevedibile e programmabile che esista in democrazia, cioè le elezioni, è stato assegnato a trattativa privata al maggiore operatore telefonico italiano e a due multinazionali di origine statunitense. Eds è il colosso di gestione dati fondato da Ross Perot, il miliardario americano che in passato tentò di conquistare la Casa Bianca come candidato indipendente. Accenture è il nuovo nome assunto dalla Andersen Consulting, dopo essere stata coinvolta nello scandalo Enron. Fattura 14 miliardi di dollari con le commesse del
governo americano di George W. Bush. Ha sede fiscale nelle isole Bermuda ed è notoriamente legata al Partito repubblicano, di cui è grande finanziatrice.
I democratici americani e numerose inchieste della stampa l’accusano di aver fornito un database per le liste elettorali delle ultime presidenziali in Florida da cui erano stati espunti, in base alla loro fedina penale, neri e ispanici (solitamente orientati verso i democratici). Lo scorso anno ha ricevuto dal governo una nuova commessa da 10 miliardi di dollari per un
sistema di controllo per gli stranieri che entrano ed escono dagli Usa.
Negli Stati Uniti Accenture è oggi subcontractor di una società che si chiama Election.com per il trattamento generale dei dati elettorali. Una parte di questa società è stata acquistata da uomini d’affari sauditi che vogliono rimanere anonimi.

In Italia Accenture entra di forza nelle commesse governative a partire dal 2001, quando l’ingegner Mario Pelosi, uno dei grandi manager mondiali di Accenture, diventa prima consigliere tecnico del ministro Stanca e poi capo dipartimento del ministero dell’Innovazione. Il progetto di scrutinio elettronico oggi è seguito da due manager Accenture, Carlo Loglio e Angelo Italiano, ma il nome più noto nell’azienda è un altro: Gianmario Pisanu, partner di Accenture e figlio del ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu. Già nel 2002, l ‘Accenture Italia del sardo Gianmario Pisanu era stata coinvolta
nel megaprogetto (poi bloccato) di digitalizzazione della Sardegna: una torta da 48 milioni di euro da dividere con altri compagni di cordata. Ma nel Paese dei conflitti d’interesse, oggi nessuno sembra essersi scandalizzato per il fatto che l’appalto per lo scrutinio elettronico di un quinto degli elettori italiani sia stato concesso a trattativa privata
all’azienda di cui è partner il figlio di un ministro: sarà l’azienda di Gianmario Pisanu a inviare i dati elettorali al Viminale, dove li accoglierà, paterno, Giuseppe Pisanu (candidato di Forza Italia in Puglia).
L’altro ministro coinvolto nella partita, Lucio Stanca, è ministro «tecnico» dell’Innovazione e della tecnologia: dovrebbe essere dunque una garanzia d’imparzialità. Peccato che sia candidato di Forza Italia in Calabria, Umbria e Piemonte. Più in generale, quello che sconcerta è che - in sordina, senza adeguata informazione e senza alcun dibattito nel Paese - sia stata di fatto privatizzata una parte dello Stato, un pezzo di ministerodell’Interno, e proprio nel cuore del gioco democratico : saltate le
Prefetture e il Viminale, la correttezza delle elezioni è affidata in quattro regioni italiane ai computer, alle «chiavette» Usb, alla trasmissione dati e al personale tecnico di Telecom, Eds, Accenture, Adecco.
Questo proprio nel momento in cui il Paese è scosso dallo scandalo degli spioni di Francesco Storace che tentavano di falsare il voto in Lazio. In cui Telecom compra pagine di quotidiani per spiegare che l’azienda non è coinvolta nelle intercettazioni abusive. E in quattro regioni considerate «in bilico», cruciali per la vittoria di uno dei due schieramenti in gara.

nadia & bea

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 29 Marzo 2006 alle 9:59

las azafatas!
(scoperte per caso sul muletto, un duo d’eccezione ;)

camoscio albino

Scritto in: affari di cuore, me myself and I — panda il 27 Marzo 2006 alle 19:07

ieri mi è stato detto che sono un “camoscio albino”.
e, ripensandoci, è un gran complimento. grazie.
io amo i (un) camosci albini.

la “porcata” - sei stato nominato

Scritto in: politica — panda il 27 Marzo 2006 alle 19:03

vi lascio solo questa perla, sulla quale potete riflettere mentre mangiate la vostra lauta cena.
il mio amico mgz, di ritorno dalla riunione per i presidenti di seggio (lui è segretario), mi informa che a torino gli scrutatori indicati dai partiti e non estratti a sorte (come la sottoscritta) sono 2200 su 3600.
più della metà.

solo la crocetta! niente preferenza!!!

Scritto in: politica — panda il 27 Marzo 2006 alle 18:28

faccio da umile servitrice dell’italia democratica (?) e ricordo a chiunque legga che si vota semplicemente
mettendo una croce sul simbolo
,
NON SI DEVE SEGNARE NESSUNA PREFERENZA.

il voto viene annullato* se reca altri segni che non siano la croce sul simbolo.
il presidente amicaN (mi consenta!) spiega tutto perfettamente.
mi raccomando, diffondete la voce.

*contravvenendo al principio (legge?) che prescrive che ciò che conta maggiormente deve essere la volontà dell’elettore… ma vabbeh, la legge è una “porcata”, l’ha detto anche il suo creatore

vi presento pilut

Scritto in: me myself and I, sciocchezzuole — panda il 27 Marzo 2006 alle 17:55

pilut, tulipano in lattina acquistato a fine dicembre in quel di amsterdam, conservato in frigo 2 mesi e “stappato” il 17 marzo.

[i mercanti di liquore cantano “il piemontese avimm’a caccià” - brigante se more]

la campagna elettorale di moretti

Scritto in: politica — panda il 26 Marzo 2006 alle 18:47

non sono un’amante di nanni moretti. né come regista, né come personaggio pubblico. sono d’accordo con lui su quasi tutto, ma la sua spocchia radical chic non è nelle mie corde.
sono andata a vedere il caimano pensando che sicuramente non gioverà alla campagna elettorale dell’unione, e sperando anzi che non le nuocesse.
il film - perché è un film, non un documentario alla fahrenheit 9/11 - è veramente, ma veramente, ma veramente, bello. fa ridere, piangere, incazzare, pensare, mette in parole quanto purtroppo sappiamo già “questi 20 anni di berlusconi ci hanno cambiato. lui ha COMUNQUE vinto.” e altre perle che ora non ricordo (vorrei rivederlo). ha vinto perché ci ha resi 60 milioni di piccoli individualisti, incapaci di sentirci appartenenti ad alcunché.
moretti ha fatto così la sua campagna elettorale, con un film splendido e sincero, col botto, a 10 giorni dalle elezioni, così come noi, con i nostri mezzi, sbribacchiamo sui nostri blog o distribuiamo volantini. ho trovato questo film geniale, doveroso, ma inutile.
inutile perché “chi vuole sapere, sa già. gli altri non hanno voluto sapere finora, e quindi non vogliono sapere, o se ne fregano”.
inutile perché il pubblico del cinema è un pubblico ridotto e selezionato.
inutile perché NON è il film che può eventualmente essere dannoso per l’unione (come pensavo PRIMA di vederlo) ma tutto il rumore e la polvere intorno al film, polvere che coprirà quelli che NON andranno a vederlo.

dello sport e del bere

Scritto in: me myself and I — panda il 26 Marzo 2006 alle 18:22

questo è un post che farà felice inve e farfi.

il week end che volge al termine è stata la due-giorni più sportiva che mi ricordi a memoria di donna. e anche piuttosto alcolica. e che questi due fattori, sport e alcol, vadano sempre di pari passo, spiegano perché mi piace avere “il muscolo che pulsa”. e vi assicuro che una bevuta in compagnia a latere di una giornata sportiva ha un altro gusto. migliore.

ieri sci al monginevro.
nessuna levataccia. a mezzogiorno inforcavo il primo ski lift. sole, neve, e caldo spropositato. due ore di sciatine e poi bistecca, patatine, mezza birra bionda, che - unita al sole - ci ha sbronzato tutti e 4, noi sciatori della domenica (e anche del sabato). poi le curve venivano meglio (questa cosa la dicono anche gli anziani).

oggi - ecco la parte per farfi e inve - prima uscita in bici, per la precisione una mountain bike prestatami dalla mia amica lorena, piccola energumena dotata di energia inesauribile e parecchia grinta agonistica (di cui io manco assolutamente).
20 km di sterrato fangoso saliscendi nei boschi della mandria (ameno parco a 15 km da casa mia, dove facevano, fra le altre cose, lo yogurt mandriot). io ero la più fuori forma dei 4 pedalatori. ora ho il fondoschiena in fiamme, per tralasciare lo stato delle mie parti intime (e va da sé che domani sarò bloccata, nonché ustionata).
verso le 14 intercettiamo un piccolo bar, ci facciamo fare 4 sfilatini al salame, ci facciamo portare 1 litro e mezzo di barbera, ci sdraiamo per terra e ce lo beviamo sotto il sole.

il ritorno è stato arduo. ma il muscolo pulsa, e la mente è un po’ più libera.

democrazia rappresentativa

Scritto in: politica — panda il 26 Marzo 2006 alle 9:11

non ti senti rappresentato da nessuno perché nessuno effettivamente “emette le stesse identiche tue flatulenze, quelle che emetti nella solitudine del tuo letto la sera”? (mi cito prima che lo faccia gil).

ecco la risposta:

(presa da kiti)

per favore. davvero.
votate, prendetevi anche voi questa responsabilità.

contestualmente, sono andata a vedere il “caimano”. seguirà (forse) post articolato sul film (bellissimo), sulla campagna elettorale di moretti, sugli effetti desiderati e presunti del film secondo panda.

oroscopo della lampadina

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 24 Marzo 2006 alle 21:17

[copiato da qui]

Quanti Ariete sono necessari per cambiare una lampadina?
Solo uno, però ci vogliono molte lampadine.

Quanti Toro sono necessari per cambiare una lampadina?
Nessuno, al Toro non piace cambiare niente.

Quanti Gemelli sono necessari per cambiare una lampadina?
Due, probabilmente. Aspettano fino al weekend, ma alla fine la lampadina è al centro dell`attenzione, parla francese e dà luce del colore preferito a chi entra nella stanza.

Quanti Cancro sono necessari per cambiare una lampadina?
Solo uno, ma dovrà mettersi in terapia per superare il trauma.

Quanti Leone sono necessari per cambiare una lampadina?
Un Leone non cambia lampadine, al massimo le tiene ferme mentre il mondo gira intorno a lui.

Quanti Vergine sono necessari per cambiare una lampadina?
Vediamo: uno per preparare la lampadina, un altro per prendere nota di quando la lampadina si è fulminata e della data in cui fu acquistata, un altro per decidere di chi è la colpa se la lampadina si è bruciata, dieci per ripulire la casa mentre gli altri cambiano la lampadina.

Quanti Bilancia sono necessari per cambiare una lampadina?
In realtà non saprei. ..penso che dipenda da quando la lampadina ha smesso di funzionare. Forse uno solo è sufficiente se si tratta di una lampadina qualsiasi, due se la persona non sa dove trovare una lampadina nuova. Ci sono molti dubbi!

Quanti Scorpione ci vogliono per cambiare una lampadina?
E chi può saperlo? Perché volete saperlo? Siete forse della polizia?

Quanti Sagittario sono necessari per cambiare una lampadina?
Il sole brilla, c`è bel tempo, abbiamo tutta la vita davanti e voi vi preoccupate per una stupida lampadina?

Quanti Capricorno sono necessari per cambiare una lampadina?
Nessuno. I Capricorno non cambiano lampadine se non ci trovano il loro tornaconto.

Quanti Acquario sono necessari per cambiare una lampadina?
Arrivano flotte di Acquario, in competizione per stabilire chi di loro sarà l`unico capace di ridare la luce al mondo.

Quanti Pesci sono necessari per cambiare una lampadina?
Perché, è forse mancata la luce?

… devo dire che li trovo tutti piuttosto azzeccati, a partire ovviamente dal mio!

turné la tet

Scritto in: affari di cuore, me myself and I — panda il 23 Marzo 2006 alle 19:19

per io.


edith piaf canta tu me fais tourner la tete

campagna elettorale / 5

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 23 Marzo 2006 alle 19:10

ieri sera ho intravisto casini e rutelli modello pappa&ciccia in salsa vaticana durante “la sfida” con mimun e (john, ti ho pensato…) e ho provato un attacco di orticaria violenta.

quindi, ecco i candidati dell’italia dei valori nel collegio piemonte 1 (alla camera):

  • Antonio Di Pietro
  • Leoluca Orlando
    (per cui ho un amore viscerale dai tempi della Rete e di quando è stato sindaco della mia Palermo)
  • Massimo Turconi
  • Andrea Buquicchio
  • Avernino Di Croce
  • Ugo Repetto

tanti signori nessuno… che alla fine non voterò. perché SO che - alla fine - voterò ulivo, alla camera.
però dovrei mettermi un post-it sulla TV “non guardare più nessun dibattito pre-elettorale!”.

caimano

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 23 Marzo 2006 alle 18:24

io vado sabato sera.
tralasciando il classico “chi mi ama mi segua” che può risultare spiacevole in tempi di ricerca di conferme… adesioni?

giornata mondiale della poesia / 4

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 23 Marzo 2006 alle 9:00

tu me fait tourner la tete
edith piaf

Mon manège à moi, c’est toi
Je suis toujours à la fête
Quand tu me tiens dans tes bras

Je ferais le tour du monde
Ça ne tournerait pas plus que ça
La terre n’est pas assez ronde
Pour m’étourdir autant que toi…

Ah! Ce qu’on est bien tous les deux
Quand on est ensemble nous deux
Quelle vie on a tous les deux
Quand on s’aime comme nous deux

On pourrait changer de planète
Tant que j’ai mon cour près du tien
J’entends les flons-flons de la fête
Et la terre n’y est pour rien

Ah oui! Parlons-en de la terre
Pour qui elle se prend la terre?
Ma parole, y a qu’elle sur terre!!
Y a qu’elle pour faire tant de mystères!

Mais pour nous y a pas d’problèmes
Car c’est pour la vie qu’on s’aime
Et si y avait pas de vie, même,
Nous on s’aimerait quand même

Car…
Tu me fais tourner la tête
Mon manège à moi, c’est toi
Je suis toujours à la fête
Quand tu me tiens dans tes bras

Je ferais le tour du monde
Ça ne tournerait pas plus que ça
La terre n’est pas assez ronde…
Mon manège à moi, c’est toi!

campagna elettorale / 4

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 22 Marzo 2006 alle 20:43

aggiornamenti dal fronte (di torino) occidentale:

  • i torinesi non scrutanti sono invitati a venirmi a trovare al seggio n. 406 di via carlo capelli 53, dove presterò l’umile ma nobile servizio di scrutatrice
  • mi sono arrivati gli album di altan e i “volantoni” (pieghevoli A4) che avevo ordinato sul sito dell’unione.
    ora - posto che (a) se mi ci tappezzo casa non li vede nessuno (b) se li metto nelle buche dei miei vicini, me ne restano ancora decine e decine (c) la busta - la mia proposta è: torinesi o circumvicini, ne volete? ve ne do un bel po’.
    nel caso, scrivetelo nei commenti o mandatemi un’e-mail.
  • aderisco (ho già aderito aaaanni fa senza saperlo, più esattamente) alla campagna ADOTTAUNDEFICIENTE (sperando che nessuno adotti me).
    che cosa significa? leggete qua i dettagli.
    unico neo: chi ha scelto questa parola ha perso almeno 253523452546456 possibili “convertiti”.

il 9 e 10 aprile

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 22 Marzo 2006 alle 14:30

scruterò l’orizzonte!

citazione…

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 21 Marzo 2006 alle 15:31

… da radionation.it, di cui non ricordo l’autore.

solo le menti mediocri si fanno vanto di aver fatto molte esperienze.

(o qualcosa del genere, vado a memoria).

giornata mondiale della poesia / 3

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 21 Marzo 2006 alle 12:22

o passera?

IL PASSERO SOLITARIO
G. Leopardi

D’in su la vetta della torre antica,

Passero solitario, alla campagna

Cantando vai finché non more il giorno;

Ed erra l’armonia per questa valle.

Primavera dintorno

Brilla nell’aria, e per li campi esulta,

Sì ch’a mirarla intenerisce il core.

Odi greggi belar, muggire armenti;

Gli altri augelli contenti, a gara insieme

Per lo libero ciel fan mille giri,

Pur festeggiando il lor tempo migliore:

Tu pensoso in disparte il tutto miri;

Non compagni, non voli,

Non ti cal d’allegria, schivi gli spassi;

Canti, e così trapassi

Dell’anno e di tua vita il più bel fiore.

Oimè, quanto somiglia

Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,

Della novella età dolce famiglia,

E te german di giovinezza, amore,

Sospiro acerbo de’ provetti giorni,

Non curo, io non so come; anzi da loro

Quasi fuggo lontano;

Quasi romito, e strano

Al mio loco natio,

Passo del viver mio la primavera.

Questo giorno ch’omai cede alla sera,

Festeggiar si costuma al nostro borgo.

Odi per lo sereno un suon di squilla,

Odi spesso un tonar di ferree canne,

Che rimbomba lontan di villa in villa.

Tutta vestita a festa

La gioventù del loco

Lascia le case, e per le vie si spande;

E mira ed è mirata, e in cor s’allegra.

Io solitario in questa

Rimota parte alla campagna uscendo,

Ogni diletto e gioco

Indugio in altro tempo: e intanto il guardo

Steso nell’aria aprica

Mi fere il Sol che tra lontani monti,

Dopo il giorno sereno,

Cadendo si dilegua, e par che dica

Che la beata gioventù vien meno.

Tu, solingo augellin, venuto a sera

Del viver che daranno a te le stelle,

Certo del tuo costume

Non ti dorrai; che di natura è frutto

Ogni vostra vaghezza.

A me, se di vecchiezza

La detestata soglia

Evitar non impetro,

Quando muti questi occhi all’altrui core,

E lor fia vòto il mondo, e il dì futuro

Del dì presente più noioso e tetro,

Che parrà di tal voglia?

Che di quest’anni miei? che di me stesso?

Ahi pentirommi, e spesso,

Ma sconsolato, volgerommi indietro.

 

giornata mondiale della poesia / 2

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 20 Marzo 2006 alle 22:01

Come away o human child
from the water and the wild
with a fairy
hand in hand
from the world
more full of weeping
than you can understand

W. B. Yeats

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