generated by sloganizer.net

bilanci esistenziali

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 21 Gennaio 2009 alle 22:13

ahahah ci avete creduto. ma quali bilanci esistenziali!
solo un semplice bilancino: sono 11 settimane e 1 giorno, due mesi e mezzo, che ho smesso di fumare, dopo una (dis)onorata carriera di fumatrice iniziata a 14 anni (19 anni fa!).
ci penso ancora alla sigaretta, mica dico di no, ma mai con desiderio struggente o financo con desiderio. punto.
sì, posso pensare: adesso ci starebbe stata bene. poi ci penso davvero, e mai più me la fumerei per davvero una sigaretta, con tutto il suo strascico di naso chiuso, alito che puzza, polmoni accorciati, bocca cattiva, cuore più veloce, fiato corto, quella perenne voglia di essere altrove, a fumare, quel senso di pancia vuota anche se piena, quella cosa per cui una non esiste perché si pensa già a quella dopo.
poi mi capitano anche i giorni che non ci penso proprio. e di quelli mi accorgo solo dopo.
ecco, ho fatto una splendida cosa a smettere di fumare. e non è per niente un sacrificio, ma solo una liberazione. è un mondo di odori nuovi, è correre, è avere la bocca dolce, è avere il naso libero, è essere qui e non volere essere altrove, è il respiro lungo.

tanto di vizi ne ho altri, per fortuna.

Link for best PDF converter and download nice image resizer

How to convert powerpoint to pdf, word to pdf and professional pdf to jpg converter.

“Luca era gay, e adesso sta con lei”

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 21 Gennaio 2009 alle 20:13

e sai quanti/e prima invece erano etero e si facevano tristemente trombare da una/o più grande? storia banalotta.
nella vita si capiscono cose. gli anni passano anche per quello. per capire cose di sé, non essendo, noi umani, dei monoliti di granito da quando siamo feto alla decomposizione.
certo, metterci la parolaccia gay fa sempre il suo effetto.

sottoscrivo in pieno la posizione di giulia, ossia che la canzone di povia è una semplice operazione di marketing per far parlare di sé e della propria canzonetta (probabilmente canzonetta prima di appeal musicale, a questo punto mi viene il sospetto) su un argomento che suscita parecchi pruriti bigotti, soprattutto nel pubblico nazional-popolare (e usiamola, sta parola) di sanremo.

bravo povia, molto nobile cercare la fama sulla pelle già martoriata degli altri. i miei complimenti.
spero che i tuoi piccioni ti scagazzino in testa. ma in simpatia, perché sono vissuti in un ambiente tutto di piccioni, eh.

never give up

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 21 Gennaio 2009 alle 14:46

Una quindicina d’anni fa, quando lavoravo a “L’europeo”,  ci fu un discreto sconcerto in redazione per un titolo fatto dal direttore Vittorio Feltri che recitava così: «Calcio in Usa: agli uomini piace, alle donne no, e i negri non lo sopportano».

Rispondendo a una lettera di protesta dei giornalisti, il direttore sostenne che si poteva benissimo dire “negro”, non c’era niente di male, e lui lo avrebbe usato per sempre senza farsi intimidire da noi “custodi del politicamente corretto”.

Oggi vedo che invece, in tutta la foliazione di “Libero”, Obama è sempre definito “nero” e “afroamericano”. E non viene più proposta, nemmeno su “Libero”, la surrettizia distinzione tra “uomini” e “negri”, come se si trattasse di due categorie differenti.

Non credo che Feltri si sia pentito. Credo solo che, e dai e dai, a rompere i coglioni al prossimo e a farsi sbertucciare in giro, a poco a poco ci si riesce, a fare passare alcune cose. Se perfino Feltri ha smesso di scrivere “negro”, se nei giornali gli immigrati non sono più chiamati “vù cumprà”, forse ha davvero un senso provare a mandare avanti qualche battaglia civile, nella vita.

Da Piovono Rane di Alessandro Gilioli (su segnalazione di amicaN)

come diceva nanni moretti, le parole sono importanti. chissenefrega di far cambiare idea a quelli più beceri, ma almeno non contribuiscano alla mala “educazione” degli altri.

che mi uscì sangue dal naso

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 20 Gennaio 2009 alle 14:26

Ma che la baciai questo sì lo ricordo
col cuore ormai sulle labbra,
ma che la baciai, per Dio, sì lo ricordo,
e il mio cuore le restò sulle labbra.

FDA via la vida acuatica

sì, sì, obbbama, ok…

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 19 Gennaio 2009 alle 22:35

però domani è anche il compleanno di qualcuno*, eh!

per me può stare incatenato fino a pasqua

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 19 Gennaio 2009 alle 14:29

(papà che incatena la figlia al Duomo. Non vi sembra una scena da Crociate?)

marilena de giorgio su torino2.0

poetare

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 18 Gennaio 2009 alle 15:14

È STATO BELLISSIMO

ora cammino
in un serenissimo paesaggio postatomico.

cadono pezzi di cielo tagliente
cala l’azzurro.

io non sento niente
(tranne te vicino).

è stato stupendo.
sola cammino.
in un serenissimo presente catatonico.

(francesca genti)

è il primo vino: calda schiuma che assaggio sulla tua lingua (sanguineti)

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 18 Gennaio 2009 alle 14:57

come l’anno scorso, mi ritrovo a dover pagare l’abbonamento rai (beh, almeno c’è Xfactor) e a cercare di districarmi in quella selva ignobile di siti, sitonzoli, sitarelli che mamma rai offre ai suoi abbonati ligi al dovere. non ricordando come avevo sciolto il nodo l’anno scorso, ma ricordandomi di averne fatto un post, sono andata a vedere che cosa faceva la qui scrivente a un anno di distanza.

*ecco*… la cosa più rilevante che mi accadeva un anno e qualche giorno fa è la scoperta degli haiku. la poesia stava rientrando in punta di piedi nella mia vita. per fortuna.

vorrei

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 18 Gennaio 2009 alle 9:56
Nella mia casa voglio che ci sia
    una donna senza follia
    un gatto a spasso per la libreria
    e amici ogni tempo che fa
    senza i quali la vita non mi va.

Guillaume Apollinaire

(da placidiappunti)

orfana

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 17 Gennaio 2009 alle 10:11

“ma io se ci dovessero comprare giraudo e briatore col Toro ho chiuso. C’è un limite a tutto, anche all’amore.”
GFO su it.sport.calcio.torino

come andare in bicicletta

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 16 Gennaio 2009 alle 20:45

Fare il pesto è un po’ come fare l’amore: bastano i rudimenti, tutto il resto è pura improvvisazione
(Afrodita. Racconti, ricette e altri afrodisiaci)

da placidiappunti

notizie

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 15 Gennaio 2009 alle 21:14

[...] La cattiva è che chi crede in Dio può sbattersi come gli pare, ma Dio comunque non esiste; e a chi non ci crede magari bastasse provarlo, se si potesse.

quel genio genialissimo di malvino

se non

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 15 Gennaio 2009 alle 16:06

Se noi non avessimo amato,

chissà se quel narciso avrebbe attratto l’ape

nel suo grembo dorato,

se quella pianta di rose avrebbe ornato

di lampade rosse i suoi rami!

Io credo non spunterebbe una foglia

in primavera, non fosse per le labbra degli amanti

che baciano. Non fosse per le labbra dei poeti

che cantano.

(Oscar Wilde)

*

via placidiappunti

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 14 Gennaio 2009 alle 23:08

Perché per tornare bisogna prima andarsene. Anche se a volte non serve muoversi per essere partiti.

baskerville via strepitupido

lgTC

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 8 Gennaio 2009 alle 21:45

[...]

Una signora confessa di non essere riuscita ad andare al lavoro «perché c’era da camminare», e nei suoi occhi si scorge l’orrore vero. Un pendolare descrive un truce viaggio fra ritardi secolari, quasi che quando non nevica i treni viaggiassero con svizzera puntualità (by the way, in Svizzera nevica di continuo, ma i treni svizzeri viaggiano, per l’appunto, con svizzera puntualità). Uno studente proclama lo sdegno per la mancata chiusura delle scuole, «mentre nelle altre città stanno a casa», colpa del cocciuto Chiamparino che ha voluto fare il fenomeno. Salvo tardivamente ravvedersi, mentre ormai la Grande Nevicata scemava.

La Tragedia Collettiva del Nord nella morsa del gelo il vostro cronista l’ha vissuta ieri mattina alle 7,30, mentre espletava il dovere civico - e in quanto dovere civico dai più trascurato - di sgombrare il marciapiede di casa: una vittima della Tragedia Collettiva l’ha preso a male parole perché «gli buttava la neve sulla macchina».

[...]

cito da gabriele ferraris (via carla caredda su fb).

ecco, tanto per cominciare, spazzare il proprio marciapiede. quanti l’hanno fatto? inizio io: io no. però sono uscita alle 7 meno 10 e sono ritornata 13 ore  e 60 km di neve dopo (sì, sì, excusatio non petita… non sapevo fossimo tenuti a farlo. alla prossima nevicata non ho scuse).

però, gabry (littizzetto style), non è che ci sono solo i privilegiati come te che lavorano a tiro di metro e bus da casa. anzi, se ti becco usare ancora la macchina col sole, ti rubo le chiavi e te le butto in un tombino. insieme a quelle del suv della sciura dell’autobus.

google calendar

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 8 Gennaio 2009 alle 11:32

google mida: ciò che tocca diventa oro.

grazie a una sapiente dritta dei cugggini siculi ho provato l’ennesima fantastica feature del google account, il google calendar.
in pratica si tratta di promemoria via email e via sms, settabili da pc (volete mettere con la scomodità del tastierino del cellulare?) e condivisibili eventualmente con altri utenti. fan ta sti co.

belle le foto, ma spazzate le stradeeeeee (piciu!)

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 7 Gennaio 2009 alle 19:52



e vi copincollo un mio commento su torino 2.0:

il comune poteva mandare qualche mezzo spazzaneve stamattina presto, e spazzare qualche strada in più (via monginevro, una pista da sci, solo per fare un esempio).

questa nevicata era annunciata da secoli, e scommetto che se fosse iniziata in un giorno non festivo le cose sarebbero andate diversamente.

brutto svegliarsi in una città che non funziona, non era mai capitato. ridateci l’ICI!!!!!!!

***

aggiornamento: allora, grazie, eh.

7 gennaio: happy birthday, dibì!

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 6 Gennaio 2009 alle 21:02

ice age

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 6 Gennaio 2009 alle 12:17

i bambini del mio palazzo hanno fatto un pupazzo di neve nel cortile (foto fatta dalla porta di casa).

da leggere assolutamente

Scritto in: sciocchezzuole — panda il 6 Gennaio 2009 alle 9:46

come sempre, la sellerio non sbaglia un colpo.
vi copincollo una recensione che avrei potuto scrivere io (e ora: alla ricerca dei restanti 3 tradotti - chiaramente ho iniziato dal quarto).

***
maj sjöwall e per wahlöö

di a. pagliaro

15 Jul 2007
roseanna.jpg uomobalcone.jpg poliziotto.jpg assassino.jpg

I coniugi Maj Sjöwall e Per Wahlöö hanno scritto dieci romanzi, dal 1965 al 1975, con protagonista l’ispettore Martin Beck e la squadra omicidi di Stoccolma [ndp: scrivendo un capitolo ciascuno!]. Quattro di questi romanzi sono pubblicati in Italia da Sellerio. Sono: il primo, Roseanna, il terzo, L’uomo al balcone, il quarto, Il poliziotto che ride, il nono, Un assassino di troppo. Credo, e spero, che presto anche gli altri sei saranno tradotti. Perché sono romanzi splendidi.

Sono gialli letterari, classici e procedurali, scritti con grande maestria. Non sono thriller mozzafiato, i colpi di scena sono pochi e spesso la trama è prevedibile. Il ritmo è lento, niente azione cruenta. La lingua è scarna, essenziale. Certo non come il grandissimo Manchette, comunque senza i fastidiosi orpelli che, ad esempio, funestano molti gialli del loro erede Mankell, trasformandoli in mattoni di cinquecento pagine.

I romanzi di Sjöwall e Wahlöö sono anche romanzi di forte critica al welfare state svedese, critica che s’inasprisce al passare degli anni e dei romanzi e mai appare pretestuosa (come, ad esempio, negli ultimi Camilleri). L’ulcera di Martin Beck, dal primo all’ultimo romanzo, si trasforma da mal di pancia dovuto a disagio familiare a sintomo di un malessere del vivere nella società svedese (che poi io, questi che si lamentano del welfare svedese, li inviterei a venire a vivere in Italia, ma è un altro discorso).
[continua]

Successivi »