il compagno ciccioski scrive su rosalio:
Però se ci pensate questa affermazione ha anche un corollario, se il problema della mancata violenza urbana dello straniero nella nostra città è legata all’identità tollerante delle persone che la abitano, vuol dire che laddove la violenza invece c’è (per esempio a Bologna o a Roma), c’è un problema dei cittadini che accolgono il diverso. E che con la loro città, con l’uso sociale degli spazi e con i loro comportamenti rendono lo straniero marginale e violento, magari anche insabbiando volutamente tutti i casi in cui a essere marginali e violenti sono essi stessi.
(post e commenti, da leggersi tutti: mala tempora currunt)
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palermo è una città piena di immigrati, ed è una città relativamente sicura. anche fosse “merito” della mafia, questo disintegrerebbe ogni falso sillogismo immigrati=criminalità.
torino è piena di immigrati e le zone non sicure sono quelle periferiche, i margini, i ghetti. il ghetto è morte. è il ghetto a generare violenza, non il diverso.
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alemanno, l’ex fascista picchiatore, promette 20.000 espulsioni.
a latere di questo, e della vittoria di alemanno stesso, ricordo che in realtà la piccola criminalità a roma è diminuita, però la percezione del pericolo è aumentata.
odiamo il diverso, il diverso è pericoloso, meglio stare soli, ognuno a casa propria, diffidenti e spaventati, preda dei nostri preconcetti e delle nostre paure ataviche e irrazionali, aggrappati alle nostre convinzioni mai sottoposte a falsificazione. ci hanno voluti così, e ci sono riusciti.
ciccio parla di pulizia etnica, di odio che chiamerà altro odio, e in un commento chiosa:
“Cmq so di essere in minoranza, solo che ci sono momenti in cui anche solo per testimonianza bisogna uscire allo scoperto e prendere posizione. Questo post rimarrà a futura memoria e mi permetterà di non dovermi vergognare di fronte agli scempi che fra poco verranno compiuti.”
di qui il titolo di questo post.